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Data: 03/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Colaninno: assumerò uno per uno. Il presidente di Cai: niente veti, ma spero che ci ripensino. Alitalia, oggi l'assemblea dei sindacati del Fronte del no

Ipotesi: avvio dei voli dal 1º dicembre con già il partner straniero

ROMA. Il Paese non può più essere gestito con la logica dei veti ed è importante «segnare la discontinuità con un sistema rappresentativo superato». Il presidente della Cai, Roberto Colaninno, ha commentato così la vicenda di Alitalia, aggiungendo che «imporre il veto dei sindacati autonomi a imprenditori privati che hanno deciso di fare un investimento così importante sarebbe stato non solo folle ma anche cotraddittorio rispetto alla linea che abbiamo seguito fino ad ora con grande compattezza».
Colaninno ribadisce che andrà avanti anche se le associazioni di piloti e assistenti di volo continuassero a opporsi. Il leader della cordata spiega che in realtà spera che ci ripensino. «Altrimenti - continua - non ci arrenderemo alla logica del ricatto ed assumeremo il personale di volo con la chiamata nominativa». La nuova Alitalia potrebbe partire il 1º dicembre, con piloti assunti e con il partner estero. Lo afferma anche l'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli che afferma di sentirsi tranquillo sul prezzo offerto dalla cordata ed anche sul fronte della Ue e dell'antistrust. «Ritengo la fase sindacale chiusa - osserva - perchè grazie alla ragionevolezza dei confederali e dell'Ugl abbiamo i criteri di selezione, i contratti ed il lodo Letta, del quale tra l'altro spero non avremo bisogno, e andremo da tutti i lavoratori, indipendentemente da chi sono rappresentati». Quanto alle cifre della valutazione di Alitalia, Sabelli chiarisce che «di perizie, per quanto ne so, non ce ne sono ancora. La valutazione che si fa della nostra offerta considera solo la parte in contanti e non il debito che ci accolliamo. Sono convinto che la cifra che metteremo sul piatto sarà più che congrua». Infine sulla scelta dell'alleato, Sabelli sottolinea che: «non esiste un'associazione tra l'alleato e l'hub prescelto. Air France non significa Fiumicino e Lufthansa non vuol dire Milano».
Intanto a Fiumicino ieri è stata una domenica di attesa preoccupata sia tra i rappresentanti sindacali che tra il personale navigante e di terra di Alitalia. Oggi il commissario straordinario Fantozzi comincerà l'esame dell'offerta Cai sottoscritta dai sindacati confederali e da Ugl, e sempre oggi alle 15 i rappresentanti di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, che non hanno firmato l'accordo, daranno vita all'assemblea nei locali della mensa centrale Alitalia. Una assemblea, questa del ricostituito ?Fronte del No', che a detta di molti già si preannuncia molto accesa. «Prevediamo una larga partecipazione del personale di volo e di terra - spiega Cesare Albanese, sindacalista della Sdl -. Perchè sarà una giornata di confronto con i lavoratori sulle questioni più scottanti del Piano Fenice: dal numero enorme di esuberi, che penalizzerà i lavoratori ben oltre quanto era stato concordato a settembre a Palazzo Chigi, alla condizione dei precari e alle incertezze per il futuro di migliaia di lavoratori che, dopo l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, si troveranno senza un lavoro e senza la pensione».
E il sindacato Sdl avverte: «Valuteremo azioni legali sugli accordi Cai». «Se due parti sottoscrivono un accordo a settembre, con la garanzia del governo e poi il contratto che presenta una delle due parti non è conforme a quanto pattuito, dovrà essere il Tribunale del lavoro a stabilire la validità o meno di quel contratto», afferma Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale.

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