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Data: 03/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - Abruzzo, sospesa la lista del Pdl: «Vizi formali». Oggi la sentenza. Quagliariello: «Chiariremo tutto». Udc e Destra: bocciatura inevitabile

ROMA E' finita con l'arrivo dei carabinieri e con la sospensione temporanea della lista del Pdl, che sostiene la candidatura a presidente di Gianni Chiodi, la presentazione delle liste elettorali per le regionali in Abruzzo, anticipate al 30 novembre, dopo l'arresto di Ottaviano Del Turco. Le contestazioni dei parlamentari dell'Italia dei valori, Silvana Mura e Alfonso Mascitelli, che denunciavano come il Pdl avesse omesso di presentare gran parte della documentazione relativa ai candidati, ha infatti costretto l'ufficio elettorale centrale presso la Corte di Appello dell'Aquila a escludere con riserva il listino del candidato governatore del centrodestra, Chiodi. La non ammissione comporterebbe anche l'esclusione delle quattro liste collegate, Liberal Socialisti, Mpa, e la civica Rialzati Abruzzo che comprende Dc e Abruzzo Futuro. Ma la decisione definitiva arriverà solo oggi, quando sarà stata chiarita la situazione dei documenti che dovrebbero accompagnare le sette candidature del listino.
Sulla carta i candidati per la poltrona di governatore in lizza per le regionali abruzzesi sarebbero sette. Oltre a Chiodi, appoggiato dal centrodestra, c'è il dipietrista Carlo Costantini, sul quale converge, dopo una lunga trattativa anche il Pd, Rodolfo De Laurentis, che corre per l'Udc, Teodoro Buontempo per la Destra, Ilaria Del Biondo del Partito comunista dei lavoratori, Leopoldo Rossini dell'Alleanza federalista Lega Nord, e Angelo Di Prospero della lista "Per il bene comune". Ma, in attesa della decisione della Corte d'appello sull'ammissibilità delle liste, tutto è ancora incerto. «La situazione è ormai compromessa, il Pdl è fuori dalla competizione del 30 novembre. Basta acquisire i filmati delle telecamere per rendersi conto come la documentazione relativa ai candidati del Pdl sia arrivata fuori tempo massimo. Il che la dice lunga sulla capacità di trasparenza amministrativa del Pdl», accusa Teodoro Buontempo, candidato governatore per la Destra di Francesco Storace. E Di Pietro conferma di avere «prove video inoppugnabili». Anche il segretario Udc, Lorenzo Cesa, mette le mani avanti e avverte: «Siamo convinti che i giudici continueranno a lavorare con lo stesso rigore. L'Udc, comunque, vigilerà affinchè non avvengano nè interferenze nè intimidazioni. Sarebbe incomprensibile che dopo l'esclusione delle nostre liste in Trentino, in Abruzzo venga presa una decisione diversa per il Pdl. Non si usino due pesi e due misure a seconda dei casi».
Il Pd, per ora, attende gli eventi. Ma il Pdl si mostra sicuro del fatto suo. «Chiariremo tutto- garantisce il vicepresidente dei senatori della maggioranza, Gaetano Quagliariello- ma che tristezza queste strumentalizzazioni». E Fabrizio Di Stefano, uno dei due coordinatori regionali pdl, spiega che gli errori riscontrati dall'Ufficio elettorale centrale non riguardano firme irregolari ma questioni formali, per cui la riammissione sarebbe scontata. Secondo la legge, un listino deve avere minimo 1.750 firme a sostegno. Al Pdl ne sono state riconosciute valide 1.680, mentre altre 267 sono state annullate. Circa 190 sono state invalidate perchè manca o non è ben visibile il timbro dell'ente di appartenenza dell'autenticatore. In altre trenta firme manca la qualifica di chi ha autenticato. Il terzo errore, sulle rimanenti firme, è nei certificati di iscrizione alle liste elettorali di alcuni dei sottoscrittori nei comuni di Celano e Teramo che non presentano il timbro dell'ente.

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