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Data: 03/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - «Sarò all'Aquila con le prove delle irregolarità». Di Pietro: il Pdl ha commesso un falso, denunceremo tutto alla magistratura

L'AQUILA. «E' nel dna del coalizione berlusconiana quella di avere sempre a disposizione una legge, che si applica in modo diverso, secondo il destinatorio». Antonio Di Pietro leader dell'Idv è in gran forma. Il caos della presentazione delle liste della Pdl lo galvanizza e oggi sarà a L'Aquila alla Corte d'appello per seguire «molto vicino quello che accade». Era proprio destino che la prima sfida tra il candidato del centrosinistra, il dipietrista Costantini contro quello del centrodestra, Chiodi doveva avvenire sull'onda di una bufera legale. La Corte d'appello ha ravvisato errori nella presentazione del listino di Chiodi, e oggi sarà decisa l'ammissione o meno della lista.
Presidente Di Pietro cosa ne pensa?
«Il Pdl ha commesso irregolarità, sia amministrative che penali, nella presentazione delle liste per le elezioni in Abruzzo».
Sieti sicuri di questa ipotesi di brogli?
«Siamo in possesso di prove documentali, fotografiche e video, già trasmesse alle autorità competenti. Seguirò la vicenda, perchè nel merito e nel metodo, abbiamo qualcosa da dire».
Ci può anticpare?
«Nel merito noi crediamo che proprio la bontà del nostro programma e il rigore su come sono state scelte le liste e la professionalità del candidato presidente Costantini ci permettono di affrontare la coalizione di centrodestra alle urne. E, quindi, non abbiamo nessun timore del confronto elettorale. Nel metodo rileviamo che se la legge deve essere uguale per tutti lo deve essere anche per quelli del Pdl. Infatti, sono gli stessi esponenti del Pdl che solo due settimane fa hanno giovato che del fatto che l'Udc sia stato escluso dalle elezioni provinciali di Trento. Ora in Abruzzo per fatti simili si vorrebbe che ci si passasse sopra, come se niente fosse accaduto».
Le prime reazioni del Pdl dicono però che è un errore formale, depprecabile, ma sanabile. E si accusa di "sciacallaggio politico" chi lancia sospetti.
«E' la solita storia del berlusconismo, quella di pensare di avere due leggi. Dal "Lodo Alfano" al "Lodo Consolo", ogni volta pensano che ci sia una legge che si applica, ad alcuni in un modo, mentre per loro, in un altro».
Se lei ravviserà che ci sono le condizioni per un ricorso contro la lista del Pdl che farà?
«Attendiamo, comunque, con serenità le decisioni finali che saranno prese dalla Corte d'Appello e, nel caso non dovessero convincerci, faremo ricorso alle autorità superiori. Bisogna tenere presente che noi abbiamo avuto nella sede della Corte d'Appello i nostri rapprentanti di lista e i nostri parlamentari che sono e saranno testimoni delle irregolarità commesse. Le ipotesi di irregolarità sono molteplici prima di tutto amministrative, per quel che attiene alla presentazione fuori tempo massimo e che attiene a una serie di irregolarità in ordine alle modalità con cui sono state presentate le firme, con imperfezioni formali. Ma la cosa più delicata è che è stato cambiato all'ultimo minuto, quando si era ormai nell'impossibilità di raccogliere le firme, il nome di qualche candidato. E la riprova c'é con la conferenza stampa del giorno prima, in cui il Pdl aveva indicato i propri candidati, diversi da quelli poi presentati. Insomma, le sottoscrizioni sono state raccolte a nome di un candidato e attribuite a un altro candidato, e questo si chiama falso».
Siamo in campagna elettorale, non si rischia di ingigantire tutto?
«Oggi sarò all'Aquila per fare campagna elettorale e starò molti giorni in Abruzzo. Ritengo che la candidatura di Costantini, la coalizione nel suo insieme e il programma innovativo, poggiano in modo ferreo sulla trasparenza e sul rigore. Ed utile saperlo dopo quello che è successo in Abruzzo e quello che potrebbe succedere».
Cosa dovrebbe accadere?
«Visto che i nostri avversari non ancora iniziano la legislatura già commettono violazioni di legge, c'è bisogno proprio di noi. Se il buongiorno inizia dal mattino immagino cosa potrebbe accadere se la Regione finirà nella loro mani».

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