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Pescara, 30/04/2026
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Data: 04/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - Chiodi: «Di Pietro? Solo polveroni». Buontempo: «Ce l'hanno fatta appena per cinque firme, sono nel caos»

L'AQUILA- Il candidato governatore del Pdl, Gianni Chiodi, ha commentato la decisione della Corte d'Appello in una conferenza stampa a Roma: «Siamo soddisfatti per come si è svolta la discussione. I giudici hanno valutato con grande attenzione la documentazione prodotta e sono state date risposte a tutte le eccezioni formulate. Del resto impedire ai cittadini abruzzesi di manifestare la propria volontà a causa di formalismi sarebbe stato veramente inaccettabile. Quanto a Di Pietro, non ha perso l'occasione per sollevare un altro dei suoi polveroni giustizialisti, con l'intento di demonizzare l'avversario politico e nella speranza di vincere a tavolino un'elezione che appare scontata nell'esito. E' ormai chiaro che Di Pietro è il vero candidato del centrosinistra abruzzese che si appalesa, ogni giorno di più, arrogante, demagogico e qualunquista. Un qualunquismo distruttivo, ma gli abruzzesi non hanno bisogno di distruggere ma di costruire». Di tutt'altro umore Leopoldo Rossini, candidato governatore di Alleanza federalista-Lega Nord, esclusa dalla Corte d'Appello: «La non ammissione è stata determinata solo dal lievissimo ritardo con cui sarebbero state consegnate documentazione e la lista. Per tale ragione con i nostri legali verificheremo nelle prossime ore l'opportunità di presentare un formale ricorso contro la decisione della Corte». Per Teodoro Buontempo, de La Destra, «se le liste Pdl sono state accolte per sole cinque firme in più rispetto alla soglia minima prevista dalla legge, gli esponenti del Pdl, anzichè alzare polveroni su presunte persecuzioni, recitino il mea culpa per lo stato confusionale con il quale si sono mossi».






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