L'AQUILA. Il suo arrivo era stato annunciato domenica, subito dopo la notizia della «non ammissione con riserva» del listino del candidato del centrodestra Gianni Chiodi. E ieri, così come "promesso", Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, si è presentato in Tribunale proprio mentre era in corso l'audizione dei presentatori della lista di Chiodi. Un'entrata in scena salutata con freddezza dai tanti esponenti del centrodestra che in serata hanno rilasciato commenti di fuoco sulla presenza dell'ex pm di "Mani Pulite". Uno dei fedelissimi del Pdl, arrivato da Celano, ha anche dato dello «sciacallo» a Di Pietro.
«Qui non abbiamo bisogno di giustizialisti e avvoltoi. Torna tra le capre» ha gridato l'esponente del Pdl (arrivato da Celano con il senatore Filippo Piccone) all'indirizzo dell'ex pm che già aveva guadagnato l'uscita e che forse neppure si è accorto di ciò che stava accadendo. A sentire, invece, sono state alcune dipendenti del tribunale (una di loro si è fatta anche fotografare con Di Pietro) che hanno ripreso l'uomo invitandolo «a star zitto».
Di Pietro ha fatto il suo ingresso in tribunale, quando mancavano una manciata di minuti alle 11. Con lui il senatore Alfonso Mascitelli, il vice sindaco dell'Aquila Roberto Riga e il segretario del partito Fiore Mancini.
«Accettiamo con assoluta serenità quella che sarà la decisione dell'ufficio centrale» ha subito detto Di Pietro. «Noi non ci giochiamo la partita nelle aule di un palazzo di giustizia, ma puntando a vincere persuadendo gli elettori sulla bontà del nostro programma, condiviso da una coalizione molto ampia. Non chiederemo al Tar nessuna sospensiva, fermo però restando il diritto di attivare, ad elezioni avvenute, un giudizio di merito nelle sedi competenti». Parole ribadite anche in serata da Di Pietro, quando la lista del centrodestra era stata già riammessa. «Ma» ha detto «resta comunque il fatto che il Pdl non ha rispettato le regole del gioco. Fino all'ultimo momento utile per la presentazione delle liste i candidati si sono accapigliati per il posto migliore, violando persino la legge elettorale». Parole meno aspre di quelle pronunciate in mattinata. Una tappa quella aquilana conclusa a palazzo Margherita e quindi nella sede del Pd per una riunione tecnica.
Sin qui Di Pietro che ha confermato che sarà spesso in Abruzzo per sostenere Carlo Costantini. Quest'ultimo ha dichiarato che «intende rendere pubblici i filmati girati sabato da Rai e televisioni private in Corte d'appello durante la presentazione delle liste. Lì è successo di tutto ed è bene che gli abruzzesi sappiano». Immagini che Costantini intende affidare a Yu tube e al suo blog.
Positivo il commento di Franco Marini sulla riammissione della lista di Chiodi. «Sono soddisfatto politicamente per la decisione presa dalla magistratura, in ragione di un solo fatto: l'Abruzzo ha bisogno di arrivare a un governo autorevole vista l'attuale difficile situazione economica. E un governo autorevole esce da un confronto elettorale franco e deciso e da una scelta che vede in campo tutti e due gli schieramenti». Parole molto apprezzate da Gaetano Quagliariello, il vice presidente dei senatori del Pdl. (m.m.)