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Pescara, 30/04/2026
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04/11/2008
Il Centro
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La stazione ferroviaria, tra degrado e paura. Bivacchi di clochard, branchi di cani randagi e immondizia un po' dappertutto |
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PESCARA. A sinistra la landa desolata dell'area di risulta, a destra l'ingresso scarsamente illuminato: tutt'intorno il regno del degrado, tra immondizia ovunque, bivacchi dei clochard e prostitute. Benvenuti all'ingresso della stazione ferroviaria: sono circa le 22 e quando ormai il rientro di pendolari e viaggiatori è ormai concluso avviene la pericolosa metamorfosi. La stazione ferroviaria di Pescara Centrale che di giorno è teatro di un consistente andirivieni di gente che usa quotidianamente il treno per gli spostamenti, all'improvviso cambia pelle. Non ci sono più i pendolari con le valigette da viaggio, le cosiddette ventiquattrore, oppure gli studenti con lo zaino. A quest'ora le uniche borsette in giro sono quelle delle prostitute e se capita di accompagnare o andare a riprendere qualcuno in arrivo con l'ultimo treno, l'atmosfera che si respira è tutt'altro che tranquilla. Nel tunnel, per esempio, qualcuno ha danneggiato le bici nella rastrelliera. L'ingresso è praticamente in penombra, a favorire un traffico sospetto di personaggi poco rassicuranti. Le 22 sono passate da pochi minuti e mentre una ragazza si avvia a piedi verso l'area di risulta per rimettersi in macchina e tornare a casa, notiamo un uomo di mezza età che la segue furtivo. Solo quando si accorge della nostra presenza molla la presa e preferisce dileguarsi per evitare guai peggiori. È solo un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze più serie. Basta spostarsi di poche decine di metri e, proprio sotto i palazzi del corso, si assiste al presidio di prostitute e transessuali. Inevitabile lo "stop and go" delle auto. Se superiamo il mercato del sesso in strada e ci avviciniamo alla nostra auto, ecco che ci imbattiamo in un branco di cani randagi. Sono tre e si avvicinano pericolosamente alle persone. Hanno l'aria minacciosa. Sono diventati l'incubo degli automobilisti che utilizzano l'enorme spianata della Risulta per la sosta delle auto. Un motivo in più per accelerare i lavori del parcheggio, che dovrebbero portare (si spera) a una maggiore vigilanza. Torniamo di nuovo in stazione e ci rendiamo subito conto che sorvegliare un'area così vasta è possibile soltanto attraverso una presenza capillare. Impresa praticamente impossibile se durante i turni notturni la polizia ferroviaria opera con soli due agenti. Considerando che la Polfer deve occuparsi di tutto ciò che si riferisce al traffico ferroviario - treni in transito, stazione, depositi e uffici - è facile immaginare la difficoltà nel coprire il servizio. Tra le 21 e le 21.30, con gli ultimi treni carichi di pendolari in arrivo da Teramo e Sulmona, la stazione si svuota per dare luogo alla trasformazione. Eccola la stazione che cambia volto. Nell'atrio, mentre qualche senzatetto cerca rifugio sulle panchine, si notano soltanto poche persone in attesa del treno della notte. È un'attesa nervosa, però, rotta dai sussulti a causa dei latrati dei cani randagi e dalla consapevolezza di non sentirsi protetti a sufficienza. Proprio dentro la stazione ferroviaria, che dovrebbe essere un po' come la casa di tutti. Ma il treno non doveva essere il mezzo di trasporto più sicuro?
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