ROMA. «Un'azienda che vuole ripartire deve risolvere i problemi con il proprio personale da sola, non può sempre ricorrere a zio Letta anche perché non è questa la funzione della presidenza del consiglio». La mediazione del governo sulla crisi Alitalia non convince il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, per il quale la Cai e tutte le organizzazioni sindacali del trasporto aereo devono diventare «adulte, altrimenti non si va da nesuna parte». A contestare la gestione della crisi non è solo il leader del più grande sindacato italiano ma anche l'opposizione, compresi i centristi dell'Udc. Pier Ferdinando Casini accusa il premier di aver scaricato sulle spalle dei cittadini tutti gli errori del passato e assicura che tra due o tre anni Alitalia finirà comunque agli stranieri. «Per le demagogie di Berlusconi in campagna elettorale» attacca Casini «dovremo pagare noi, non pagheranno i francesi, come sarebbe stato nella prima ipotesi Air France».
E se il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, promette una «opposizione senza sconti» e assicura che Berlusconi anche su Alitalia «comincia a scricchiolare», il vicecapogruppo dell'Idv alla Camera, Antonio Borghesi, accusa la Cai di «giocare sulla pelle delle categorie più disagiate». «Madri e padri separati con figli a carico o con familiari portatori di handicap sono posti nuovamente di fronte a un ricatto deprecabile» spiega il parlamentare dipietrista. Al coro si unisce anche il capogruppo di Idv in commissione Trasporti della Camera, Aurelio Misiti, per il quale «l'attacco ai lavoratori di Alitalia da parte del governo e dei media controllati dal presidente del consiglio va avanti da giorni senza alcun ritegno».
A difendere l'accordo con la Cai ci pensano il sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi, che denuncia «polemiche strumentali» e il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: «Licenziare mamme di bambini disabili? La sinistra, dalla scuola all'Alitalia, dice bugie».