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Data: 07/11/2008
Testata giornalistica: Filt mobilit
Fondi pensione negoziali: notizie complessivamente positive

La crisi finanziaria mondiale e gli effetti sui fondi pensione negoziali italiani di previdenza complementare. Il quadro generale e la situazione dei Fondi Priamo ed Eurofer

IL QUADRO GENERALE
L'attuale crisi globale dei mercati finanziari ha determinato una rinnovata attenzione nei confronti della previdenza complementare e creato un certo disorientamento tra i lavoratori aderenti.

Tale situazione ha generato, infatti, timori che sono per lo più focalizzati su potenziali ricadute negative dell'andamento finanziario delle gestioni dei fondi negoziali.

La ricognizione effettuata dalla Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), oggetto lo scorso 8 ottobre di un'audizione presso la Commissione VI del Senato, ha fatto emergere un numero assai limitato di forme complementari che avevano una esposizione verso strumenti emessi o garantiti da Lehman Brothers, che, come noto, è fallita, o da altri soggetti finanziari pesantemente coinvolti nel fenomeno.

Rispetto ad una platea di oltre seicento forme complementari attualmente attive in Italia, la ricognizione Covip ha evidenziato che in soli 16 casi è stata superata la soglia dell'1% di investimenti riguardanti tali soggetti e, tra questi, solo un fondo negoziale( Cometa) ha una esposizione dello 0,6% nei loro confronti.

Nello specifico, per quanto riguarda i diversi Fondi negoziali del settore trasporti, è emerso che nessuno aveva ed ha esposizioni, dirette o indirette, verso titoli legati al mercato dei subprime e titoli emessi o garantiti da società appartenenti a quel gruppo finanziario.

Ciò conferma il principio della gestione prudente che caratterizza l'attività d'investimento del risparmio previdenziale,che si esprime principalmente attraverso una forte diversificazione dei titoli acquistati e al rispetto di vincoli precisi così come previsto dal Decreto Ministeriale 703/96, che regola i limiti e le tipologie di investimento a cui si devono attenere i fondi pensione.

Nonostante ciò, i fondi negoziali di categoria chiuderanno il 2008 con esiti negativi, anche se hanno avuto "performance" migliori rispetto ai fondi aperti e ai piani individuali.

A fronte di una situazione così complessa ed instabile, queste rassicurazioni possono apparire insufficienti a rasserenare i lavoratori e a respingere ogni tentativo d'allarmismo. È proprio in questa fase, però, che il Sindacato riconferma con forza e convinzione, alcuni elementi di merito che caratterizzano la previdenza complementare, in modo che i lavoratori siano pienamente consapevoli delle varie possibilità di cui possono usufruire.

Considerando la delicatezza della situazione, peraltro in continua evoluzione, la Filt-Cgil mantiene in questo periodo un costante monitoraggio delle gestioni finanziarie, avvalendosi sia dei propri rappresentanti negli organismi dei singoli fondi del settore trasporti che delle competenze specialistiche messe a disposizione della Cgil.

Filosofia della previdenza complementare. Bisogna considerare che il risparmio previdenziale va valutato, per sua natura, in un orizzonte temporale di lungo termine, trattandosi di una scelta che dovrà essere mantenuta durante l'intero arco della vita lavorativa.

Nelle varie fasi di mercato sono inevitabili momenti di crisi e turbolenze, che sono controbilanciati da periodi positivi che attenuano gli effetti delle oscillazioni.

I fondi, inoltre, funzionano con la logica del piano d'accumulo, vale a dire mediante acquisti rateali.

Continuare a contribuire, in una fase di mercati negativi, significa comprare a prezzi bassi un numero maggiore di quote che, in caso di rialzo dei listini, determineranno rendimenti amplificati.

Meglio, quindi, non spostarsi subito su linee più tranquille, perché si rischierebbe solo di capitalizzare le perdite, soprattutto per coloro che hanno un prospettiva lavorativa abbastanza lunga, mentre per quei lavoratori che sono prossimi ai requisiti minimi previsti dalla previdenza obbligatoria, intorno ai 5 anni, è preferibile la scelta del comparto garantito.

Tutela del patrimonio. Il patrimonio dei fondi è separato da quello delle società che li gestiscono. I fondi, cioè, sono titolari delle risorse conferite in gestione e non è possibile distrarre tali risorse dal fine al quale sono state destinate.

In caso di procedura fallimentare del gestore, pertanto, le risorse conferite in gestione non possono formare oggetto di esecuzione da parte di alcun creditore del gestore stesso.

Rendimento storico. Secondo i più recenti dati Covip, nell'ultimo quinquennio i fondi pensione negoziali hanno reso mediamente il 25,1%, mentre il Tfr (Trattamento di Fine Rapporto) accantonato presso il datore di lavoro ha reso mediamente solo il 14,3%.

E' opportuno sottolineare che, sebbene negli ultimi otto mesi i fondi pensione negoziali abbiano registrato un andamento medio negativo del 3,4%, le rilevazioni di settembre e ottobre 2008, in corso di pubblicazione, prevedono purtroppo che il trend negativo complessivo si attesti attorno ad un valore medio al 5%.

Diversificazione del rischio. I fondi negoziali diversificano, ovvero differenziano, il rischio in ordine alla concentrazione del patrimonio gestito per titoli azionari ed obbligazionari sulla base della vigente normativa e secondo le convenzioni che, nel rispetto di tale normativa, ogni singolo fondo stipula con i diversi gestori finanziari.

Tali convenzioni, inoltre, prevedono la possibilità di rescissione unilaterale da parte del fondo nel caso in cui la società di gestione non ottemperi alle direttive impartite dal fondo stesso.

Vantaggio fiscale. Va sempre tenuto presente che il vantaggio derivante dalla partecipazione alla previdenza complementare è rappresentato, per l'aderente, da un insieme di fattori:

il rendimento conseguito dal fondo pensione;

il vantaggio fiscale relativo alla normativa per la previdenza complementare;

il contributo aggiuntivo del datore di lavoro (previsto esclusivamente per i fondi negoziali, cioè quelli originati dalla contrattazione collettiva);

la deduzione fiscale del contributo del lavoratore.

L'insieme di tali fattori, che vanno sempre considerati congiuntamente, determina comunque vantaggi significativi tra un lavoratore non iscritto ad un fondo negoziale e uno, invece, iscritto ad un fondo negoziale che quest'anno dovesse perdere il 5%.


PRIAMO

La situazione di Priamo è stata oggetto nei giorni scorsi di un comunicato agli iscritti curato dal Consiglio di Amministrazione del Fondo.

Considerato quanto emerso dagli incontri del CdA con i gestori del patrimonio e valutata positivamente la comunicazione con la quale la Covip ha consentito ai fondi negoziali di superare temporaneamente il limite degli investimenti in liquidità stabilito dalla normativa attualmente vigente, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di avvalersi di questa facoltà e di modificare in tal senso le convenzioni di gestione.

In questo modo è stata messa a disposizione dei gestori una ulteriore possibilità di intervento di cui potranno avvalersi in funzione "difensiva" qualora ritengano che tatticamente questo possa giovare alla difesa del valore del patrimonio del fondo ed al contenimento delle conseguenze negative di questa perdurante e difficile crisi.

Il patrimonio del fondo pensione deve essere investito con una strategia prudente e tale da perseguire, in condizioni normali di mercato, rendimenti costanti nel tempo; una strategia che inoltre consenta di affrontare, in maniera razionale ed adeguata, anche le fasi più difficili ed avverse dei mercati finanziari, qual'è quella attuale.

Non è un caso che Priamo, al pari degli altri fondi pensione negoziali, pur risentendo inevitabilmente del difficilissimo contesto in cui ha dovuto operare, sia riuscito a contenere notevolmente le perdite rispetto a quelle, pesantissime, subite dai mercati finanziari.

Infatti, alla data del 30 settembre, a fronte di perdite rilevantissime nei mercati azionari (oltre il 30% in Europa, di poco inferiori nei mercati extraeuropei), il ribasso subito dal comparto bilanciato di Priamo nello stesso periodo si è dimostrato molto più contenuto. A quella data, il valore quota di questo comparto era pari ad euro 11,502 e faceva registrare, rispetto al 31 dicembre 2007, una perdita di -5,79%, senz'altro importante ma tuttavia molto contenuta rispetto al generale andamento dei mercati.

Il valore quota del comparto garantito, invece, alla stessa data era pari ad euro 10,385 e faceva registrare, rispetto al 31 dicembre 2007, un guadagno pari all'1,58%.

E' importante sottolineare che proprio la caratteristica di "investitore di lungo periodo" fa sì che le perdite registrate in questi ultimi mesi si traducano in effettiva contrazione di ricchezza pensionistica solo nei casi in cui gli iscritti, per un qualsiasi motivo (riscatto, anticipazione), siano stati o siano costretti ad uscire dal fondo in questo periodo, ovvero siano costretti ad attingere alla posizione previdenziale o, infine, decidano volontariamente di cambiare in questo momento il comparto di investimento passando dal comparto bilanciato al comparto garantito.

In tutti gli altri casi, l'esperienza insegna che col trascorrere del tempo le perdite vengono riassorbite in maniera graduale sia per effetto dell'andamento ciclico dei mercati sia per il fatto che, agli attuali valori di quota, a parità di versamento effettuato viene acquistato un numero maggiore di quote e quindi, in caso di ripresa dei mercati, un maggiore potenziale di ricchezza pensionistica.

Per tutte queste considerazioni si ritiene di poter esprimere un giudizio rassicurante sulle condizioni del Fondo e sulla importanza che, sotto il profilo pensionistico, esso riveste per tutti i lavoratori dei settori interessati.

Per ulteriori informazioni, possono essere consultati i siti web di Priamo (www.fondopriamo.it) e della Filt-Cgil (www.filtcgil.it), oppure quello della Covip (www.covip.it),

EUROFER

Anche il Consiglio di Amministrazione di Eurofer ha svolto nei giorni scorsi un'attenta ricognizione sulla situazione del fondo, oggetto di una specifica informativa.

Al 30 settembre scorso, Eurofer aveva in portafoglio azioni Fortis e Dexia (appartenenti allo stesso gruppo finanziario, successivamente nazionalizzato) per controvalori, rispettivamente, di ? 103.161,30 (10.905 azioni a ? 9.46) e di ? 52.170,96 (5.384 azioni a ? 9,69).

Alla stessa data, il Fondo aveva un patrimonio complessivo gestito di circa 311 milioni di euro, di cui 57 milioni in azioni, pari, cioè, al 18,3% circa.

Le azioni Fortis rappresentavano, alla data indicata, lo 0,033% del patrimonio gestito, le Dexia lo 0,017%.

Infine, a quella medesima data Eurofer non deteneva invece titoli Lehman Brothers, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Merrill Lynch.

All'inizio del 2008, tuttavia, erano presenti investimenti nel titolo azionario Lehman Brothers Holding, per un controvalore pari allo 0,026% del portafoglio investito. Tale investimento, che non ha mai comunque superato lo 0,046% del portafoglio investito, è stato interamente smobilizzato l'1 luglio scorso, con una perdita complessiva di circa ? 85.000.

Le suddette informazioni riguardano il comparto d'investimento bilanciato. Per quel che concerne il comparto garantito, invece, non risultano in essere investimenti, nè operazioni di compravendita di titoli, riferiti alle società interessate alla crisi in atto.

Per ulteriori informazioni, possono essere consultati i siti web di Eurofer (www.fondoeurofer.it) e della Filt-Cgil (www.filtcgil.it), oppure quello della Covip (www.covip.it),

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it