Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/04/2026
Visitatore n. 753.563



Data: 05/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Stazione ferroviaria in abbandono a Popoli. Rotte biglietteria e obliteratrice, treni fuori orario, porte divelte

Fiume di proteste tra i pendolari popolesi: mancano i servizi. Gli addetti sistemano e i vandali distruggono Chieste le telecamere

POPOLI. Stazione Popoli-Vittorito: la porta d'uscita è scardinata e appoggiata da un lato. E' solo l'ultimo di una serie di disagi che i pendolari popolesi e del circondario si trovano ad affrontare ogni giorno. Stazione in stato di abbandono e degrado, biglietteria automatica e obliteratrice continuamente fuori uso e orari dei treni ballerini. Ad aggravare la situazione di incuria delle Ferrovie dello Stato ci pensano i vandali, che ultimamente si sono divertiti a spiccare la porta d'accesso alla stazione. Tante le lamentele dei viaggiatori, studenti e lavoratori, che ogni giorno frequentano la fatiscente stazione popolese.
«Non se ne può più», afferma Marianna, popolese impiegata a Pescara, «oltre ai ritardi dei treni e agli anticipi, che spesso ci lasciano a piedi, dobbiamo anche frequentare una stazione in totale degrado e senza i minimi servizi, come la biglietteria». Periodicamente gli operatori delle Fs sistemano biglietteria automatica e obliteratrice, ma subito qualche teppista le manomette. «Una soluzione», propone Lisa, studentessa dell'università D'Annunzio di Pescara, «potrebbe essere quella di attivare un sistema di telecamere a circuito chiuso e magari tenere la stazione chiusa nelle ore notturne. Adesso ci mancava anche la porta rotta. Siamo davvero arrivati alla frutta».
Oltre al degrado della stazione, i pendolari lamentano la poca precisione negli orari delle corse. «Spesso siamo vittime di ritardi, con disagi soprattutto al mattino quando abbiamo più fretta», racconta un professore popolese che insegna in una scuola di Pescara «e siamo costretti a giustificarci sul posto di lavoro o a recuperare il ritardo accumulato».
Anche l'affollato treno che ritorno a Popoli all'ora di pranzo, in partenza da Pescara alle 13.40, ha più di una pecca. «Prima era un vagone molto grande e confortevole, forse un ex Intercity», ricorda Manuela, altra pendolare impiegata a Pescara. «Adesso invece è una piccola carrozza dove dobbiamo giornalmente litigare per trovare posto, soprattutto con alcuni ragazzi che, con estrema maleducazione, occupano i sedili con gli zaini per "prenotare" il posto agli amici. Non è possibile che debbano essere gli utenti a rivedicare un posticino discutendo con gli studenti: basterebbe che i controllori girassero tra i vagoni per risolvere la situazione».
«E' un problema», aggiunge Laura, «dover uscire la mattina presto per procurarsi il biglietto in centro, nell'unico punto di rivendita cittadino. Le Fs, dopo aver tagliato i posti di lavoro, dovrebbero comunque assicurare a noi utenti paganti, una biglietteria automatica sempre funzionante».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it