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Data: 05/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Liste Pdl, Di Pietro non farà ricorsi. Costantini: vincerò sul campo Quagliariello ringrazia Marini

L'AQUILA. Alleanza federalista, ossia la Lega abruzzese ha presentato ieri un ricorso per essere riammessa alla competizione elettorale. I dipietristi, invece, rinunciano alle carte bollate contro la decisione della Corte d'appello che ha riamesso le liste del Pdl. Nel centrodestra, però, le grane non sono finite. La Procura della Repubblica dell'Aquila ha avviato una indagine penale relativa la denuncia presentata da Stefano Vittorini, candidato consigliere di «Rialzati Abruzzo», lista collegata al candidato presidente del centrodestra, Gianni Chiodi. Vittorini ipotizza la modifica della data di accettazione della firma di Antonio Verini candidato della sua stessa lista, firma la cui data di autentica sarebbe stata modificata dal 31 al 3 ottobre.
La Procura valuterà la documentazione e al riguardo ha anche ascoltato un notaio nella veste di persona informata sui fatti. Verini, invece, si chiama fuori ricordando di avere prodotto la dichiarazione notarile che escluderebbe ogni illegittimità. A tenere banco però ieri è stata la notizia che i dipietristi non intendono presentare ricorsi. La decisione è stata data dallo stesso candidato del centrosinistra, Carlo Costantini. «In un momento così difficile per la nostra Regione», dice Costantini, «non voglio privare gli abruzzesi della possibilità di scegliere democraticamente il proprio presidente e per questo ho deciso di non presentare ricorso contro la decisione della Commissione elettorale che ha riammesso le liste del Pdl». «Non ho nessuna intenzione», prosegue Costantini, «di approfittare delle gravi irregolarità formali relative alla presentazione del candidato presidente del Popolo della Libertà e della sua lista regionale».
Per il senatore Gaetano Quagliariello, coordinatore del Pdl per le elezioni, «c'é un clima di sospetto e caccia alle streghe. Noi siamo stati sempre sereni», racconta Quagliariello, «e non credo che sarebbe stato un bel giorno se ci fosse stata l'esclusione del Pdl. Ringrazio Franco Marini che ha fatto giustizia sulla ridda di voci e sospetti». A chiedere «punizioni severe», invece è il candidato presidente de La Destra, Teodoro Buontempo «Nel caso in cui ci fosse la violazione, chiederemmo una esemplare punizione nei confronti di chi avesse eventualmente violato le regole». Infine a sperare in una riammissione è il candidato presidente di Alleanza Federalista, Leopoldo Rossini. «La nostra delegata era all'interno della Corte d'Appello alle 11.30», dice Rossini, «ma non siamo riusciti a consegnare l'integrazione della documentazione perchè alle 12 il cancello è stato chiuso. Noi confidiamo nella reintegra del listino».

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