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Pescara, 30/04/2026
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Data: 05/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Miss, pugili e vecchie glorie. Parte la corsa all'Emicliclo

PESCARA. La miss, il campione, il potente tradito, il vecchio medico che non molla, il politico beffato. Nella lotteria delle liste abruzzesi, 500 nomi per 42 vincitori, girano tutte le ruote della commedia umana. Nulla di nuovo, si dirà. Ma questo voto abruzzese, arrivato inaspettato nell'autunno più profondo, quello con gli alberi di Natale già in vetrina e con l'attesa per la tredicesima (non tassata?), sarà diverso da tutti gli altri. È il primo voto anticipato di una Regione da quando esistono le Regioni, ed è il primo con un ex presidente tornato a casa con l'accusa di corruzione. Ce n'è abbastanza per tracciare la trama di un dramma. La costruzione delle liste ha seguito questa strada.
L'esclusione tra le lacrime dell'assessore regionale del Pd Donato Di Matteo, vincitore delle primarie, ne è stato il promettente prologo. L'esclusione e poi la riammissione delle liste del Pdl dalla competizione (un episodio che ha invecchiato, in una notte, di vent'anni, il senatore forzista Filippo Piccone), ne è stata la degna conclusione. Nel mezzo c'è il popolo delle liste, la folla dei politici, il drappello dei candidati della società civile. La presenza più luminosa è la miss Italia 1988, quella Nadia Bengala che a 22 anni erediterà lo scettro di Mirigliani da Michela Rocco di Torrepadula, oggi signora Mentana e lo consegnerà l'anno successivo a Eleonora Benfatto. Nadia Bengala, un passato di attrice (suo un non indimenticabile "Pierino torna a scuola") si presenta nelle liste della Destra - quella del candidato presidente Teodoro Buontempo - come capolista nel collegio di Pescara, dove al settimo posto firma la sua candidatura un campione italiano di pugilato, categoria supergallo, il lancianese Fabrizio Trotta. Due testimonial sui quali il coordinatore regionale della Destra Luigi D'Eramo e la sua vice Annarita Guarracino, anche loro in lista, contano molto per rosicchiare consensi nell'area degli elettori più annoiati.
Nella parte opposta dello schieramento torna in competizione il vecchio leone marsicano Mario Spallone. Scottato dalle primarie del Pd dove ha raccolto poco più di 70 voti, il medico di Togliatti, devoto di Padre Pio, 91 anni, mai domo nella passione politica, ha abbandonato nel giro di ventiquattr'ore il partito di Veltroni abbracciando le bandiere di Diliberto, il partito dei Comunisti Italiani, con l'ambizione, confessata sottovoce agli amici più vicini, di un assessorato alla sanità. Rifondazione rilancia Maurizio Acerbo, rimasto appiedato dalla chiusura anticipata delle Camere.
Nell'Italia dei Valori tenta la corsa all'Emiciclo un giornalista della Rai regionale Ennio Bellucci (sulla scia della tradizione inaugurata dall'ex presidente Antonio Falconio, anche lui tessera Rai). Bellucci è il secondo giornalista della Rai in lista, l'altro è l'uscente Maria Rosaria La Morgia, eletta nel 2005 nel listino di Del Turco, oggi candidata nel collegio di Chieti del Pd. Tra i dipietristi corre anche Franco Leone, ex segretario regionale della Cgil, oggi segretario della Federconsumatori.
C'è poi la schiera dei transfughi, degli inquieti, per qualcuno dei traditori (è fresca di cronaca l'ira di Pier Ferdinando Casini nei confronti degli ex Udc Mario Amicone e Carlo Masci). Amicone, approdato nel Pdl, alla fine è rimasto fuori dalle liste. Il Pdl gli ha preferito un suo quasi omonimo Nicola Mincone. Masci è rimasto a galleggiare nella lista "Rialzati Abruzzo", collegata al centrodestra, dopo aver fallito l'obiettivo del listino. Nella stessa lista è arrivato letteralmente all'ultimo minuto un altro trasvolatore della politica, Antonio Verini, passato dalla Margherita ai Liberaldemocratici di Dini e finalmente a Berlusconi. Tra gli uscenti di peso mancano Angelo Orlando, consigliere di Rifondazione, da tempo in contrasto col partito; l'assessore dei Comunisti Italiani Ferdinando Fabbiani. In compenso ci sono grandi ritorni: l'urologo Raffaele Tenaglia, ex capogruppo in Regione di Forza Italia e Lanfranco Venturoni, vicepresidente del Consiglio ai tempi di Falconio. Grande assente è Rocco Salini. Ma dall'ex governatore ed ex senatore una sorpresa va messa sempre nel conto.

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