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Data: 05/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Famiglie con tre bambini, povere il 27%. L'Istat segnala: indigenti una su dieci, ma ben di più al Sud e quelle numerose

Si vive molto male con 600 euro da soli e con 1600 in quattro. Penalizzati i nuclei monoreddito. Disagio per 7,5 milioni di italiani

In Italia è povera una famiglia su 10, vale a dire 2.653.000 nuclei per un totale di 7.542.000 persone, il 12,8% della popolazione. E si tratta di numeri che non calano ormai da 5 anni, anzi rischiano di aumentare. In maggiore difficoltà: le famiglie con più figli e chi abita al sud. Non solo: ben 1 milione e 170 mila persone (il 4,9% delle famiglie) sono «particolarmente povere». Questa la drammatica fotografia scattata dall'Istat sulla povertà relativa in Italia nel 2007.
Rispetto al 2006 la situazione è rimasta pressochè invariata: anche un anno fa le famiglie povere erano l'11,1%. L'Istituto identifica una «soglia di povertà relativa» che varia a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare: è pari ad una capacità di spesa di poco meno di 600 euro mensili per una persona che vive da sola e arriva a 1.607 euro per quattro persone e a 2.367 per sette o più.
L'indigenza colpisce soprattutto il Sud dove è quattro volte superiore a quella del resto del Paese, le famiglie numerose (in particolare con tre o più figli soprattutto se minorenni), le persone con bassi profili professionali, gli anziani e le famiglie monogenitore. La presenza di minori poveri in Italia è poi superiore a quella di altri Paesi: l'incidenza di povertà è del 14% tra le coppie con due figli e del 22,8% tra quelle con almeno tre. Se i figli sono minori, i valori salgono rispettivamente del 15,5% e del 27,1%. Al Sud il 36,7% delle famiglie con tre o più figli minori vive in condizioni di povertà.
In generale, l'81% delle famiglie italiane è considerata non povera, il 4,2% è poco al di sopra della linea di indigenza, il 3,7% è a rischio, mentre tra i nuclei poveri il 2,7% è poco al di sotto della «linea di povertà», il 3,5% un gradino ancora più in basso e il 4,9% è «sicuramente povero». Infine la regione con la minor incidenza di povertà è il Veneto (3,3%), maglia nera invece alla Sicilia (27,6%) mentre la Toscana è l'unica regione in cui le condizioni di vita sono migliorate tra il 2006 e il 2007.
Dati quelli dell'Istat che secondo Livia Turco del Pd dimostrano che «non solo il governo non fa niente per i poveri, ma peggiora la situazione con i tagli pesanti al Welfare». Sulla stessa linea la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro: «La crisi - dice - sta colpendo il nostro Paese, ma il governo fa finta di niente e anzi adotta provvedimenti spot che dividono ancora di più il Paese tra chi ha di più e chi ha di meno». Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc, si chiede poi «cosa aspetta» a intervenire «un governo che invece i soldi per salvare banche e banchieri li trova: aspetta che i poveri diventino il doppio?». Pino Sgobio, responsabile per il Mezzogiorno del Pdci, parla di «enormi responsabilità del governo nei confronti del Mezzogiorno». Dal canto suo Luca Volontè dell'Udc chiede al governo di «intervenire con urgenza». E intanto la Cgil avverte: «Questi dati sono destinati a peggiorare con la crisi economica».

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