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Pescara, 30/04/2026
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Data: 05/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - Politica-caos: liste, complotti, silenzi. Consiglio regionale, ennesimo rinvio

PESCARA - Mentre la scadenza elettorale si avvicina, tre settimane e mezzo a far data da oggi, accadono strane cose. Tipo questa: c'è un Consiglio regionale già prepensionato che, nell'indifferenza generale perchè tutti dicono si essere affaccendati nelle faccende elettorali, non riesce a mettersi d'accordo sulla variazione di bilancio, peraltro già definita, che deve garantire i denari necessari all'allestimento delle elezioni. Pazzesco. La seduta di ieri non è nemmeno iniziata, i consiglieri si sono affacciati alle 10 in un Emiciclo come al solito assediato da manifestanti, perchè da manifestare c'è tanto nell'Abruzzo che sprofonda, poi si sono persi in una riunione convocata per cavare il ragno dal buco della variazione di bilancio, e quando si sono fatte le tre e mezza del pomeriggio, constatata l'impossibilità di trovare un'intesa, hanno deciso per l'ennesima volta di soprassedere e rinviare tutto ad oggi. La maggioranza è assente e distratta, la minoranza ne approfitta per lucrare qualcosa. Cosa, poi, non si sa. Non si contanto più le sedute mandate a monte. Che tristezza, che vergogna.
Nessuno prende uno straccio di decisione. Poi ci si lamenta se la gente non va a votare, se è stanca di eleggere Consigli regionali che non decidono nulla. Hai voglia a manifestare, hai voglia ad assediare Emicicli.
Altro punto. Quello che è accaduto in Corte d'Appello all'Aquila andrebbe letto in chiave comica, non si trattasse di argomento serissimo. Ma come, ora si impaperano anche con le liste? E sì, perchè indipendentemente dalla decisione della Corte è evidente che non tutto è filato per il verso giusto. Ai tempi dei partiti storici, ai tempi della coppia Dc-Pci per intenderci, stuoli di funzionari e volontari erano mobilitati nella raccolta delle firme e quando tutto era pronto beh, era pronto per davvero. Guardate ora, l'improvvisazione al potere. Piccone urla «Sciacalli!», grida al complotto. Ma se gli stessi dirigenti del centrodestra parlano di «imperdonabili leggerezze»...Ora: si può parlare di mancanza di stile, di scarso fair play nel raid di Di Pietro e dipietristi annessi negli uffici giudiziari aquilani, ma se i giudici trovano liste pasticciate e decidono di vederci più chiaro, dov'è il complotto? E poi: in Friuli e in Trentino il centrodestra ha brandito carte bollate e La Destra e Udc sono finite fuori. E allora? Se vanno fuori gli altri è ok, se no è complotto? Compliment all'uniformità di giudizio. Se questo è l'inizio, figurarsi il resto della campagna elettorale. E chissà se tutto finirà il primo dicembre. Quando volano le carte bollate, mai sorprendersi: potrebbe andare tutto all'aria, potremmo ritrovarci di nuovo a votare di qui a qualche mese.
A proposito, avete notizie del Pd abruzzese? Se le avete, fate un fischio. Accade di tutto, ma il Pd tace. Forse è un'arguta tattica elettorale. Forse è saggezza. Forse, eh.

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