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Pescara, 30/04/2026
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Data: 05/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Alitalia, niente cassa integrazione per chi non firma» Sacconi: non è una minaccia ma la legge. Colaninno: potremo assumere i piloti Ryanair

ROMA E' un braccio di ferro dall'epilogo francamente imprevedibile: da una parte Cai e governo che chiudono ogni possibilità di riaprire la trattativa; dall'altro piloti e assistenti di volo del "fronte del no" determinati a ridiscutere i contratti o a far scattare la protesta. Posizioni, al momento, assolutamente inconciliabili. Neppure Gianni Letta, questa volta, potrà rimettere in pista la nuova Alitalia che pure Cai vorrebbe poter far decollare con il primo dicembre.
Roberto Colaninno, in viaggio di lavoro in Vietnam, è stato chiarissimo: «Non c'è alcuna convocazione per gli autonomi. Il problema è chiuso». Insomma, non c'è più spazio per trattare: i piloti e gli assistenti di volo che non accetteranno di sottoscrivere il contratto, saranno chiamati singolarmente e potranno essere assunti, se lo vorranno. «Chi non accetta - ha avvertito il presidente di Cai - finirà fuori. Prenderemo i piloti di altre compagnie, magari quelli di Ryanair». Una evidente battuta in risposta al vettore low cost irlandese che nei giorni scorsi si era detto disponibile ad assumere i "comandanti" di Alitalia. Replica secca dell'Up: «Colaninno dovrebbe farsi spiegare che i piloti di Ryanair non volano con nessuno dei modelli di aerei attualmente in forza in Alitalia». Quindi, quanto meno, dovrebbero sottoporsi a corsi di addestramento. Che, ovviamente, non potranno essere di breve durata. Il "fronte del no" aspetta comunque una chiamata: se non arriverà farà scattare probabilmente una serie di scioperi. Anche se l'Anpac precisa: «Non prepariamo azioni, cerchiamo risposte». Per Antonio Di Pietro (Idv) «i lavoratori devono restare uniti anche fermando gli aerei, se necessario». Ma c'è il rischio molto alto che possa scattare la precettazione. «Esamineremo questa eventualità al momento opportuno. Certo uno sciopero bloccherebbe tutti gli aeroporti e non lo possiamo accettare», ha avvertito il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Che ha aggiunto: «E' impensabile che si possano mettere veti e perdere 18.000 posti di lavoro».
In altre parole, da una parte e dall'altra si mostrano i muscoli. E il titolare del Welfare, Maurizio Sacconi, fa sapere che chi non firma il nuovo contratto non avrà diritto alla cassa integrazione: «Il lavoratore - ha spiegato in una audizione alla Camera - che singolarmente o con altri viene chiamato a svolgere un lavoro equipollente anche se non con lo stesso salario, perde i diritti agli ammortizzatori sociali se non lo accetta. Questa non è un'opinione, nè una minaccia, nè un ricatto. E' la legge». Replica dell'Avia: legittimo che chi rifiuta una proposta di lavoro non goda degli ammortizzatori sociali, ma le norme prevedono che un lavoratore non possa percepire una retribuzione inferiore del 20% mentre in questo sarebbe del 25%.
Difficile immaginare una svolta positiva della vertenza, considerata la rigidità delle posizioni. Ieri l'altro il "fronte del no", oltre a chiedere la riapertura del tavolo negoziale, ha sollecitato anche la Cgil a ritirare la firma. Nessuna risposta formale, ma si sa che la confederazione di Epifani starebbe tentando, al contrario, di far rientrare i piloti e gli assistenti di volo in partita invitandoli - discretamente - a utilizzare il "lodo Letta" per rivendicare la giustezza delle loro richieste e comunque a denunciare (e a far rientrare) le presunte modifiche apportate da Cai all'accordo firmato il 14 settembre scorso a palazzo Chigi. Oggi nuova assemblea Anpac e Up a Fiumicino.



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