Pescara e L'Aquila, ecco le liste Pd
PESCARA. Il Pd dopo assemblee, tormenti e malpancismi con gli alleati dell'Idv, scende in campo con la sua squadra per le elezioni regionali. Ieri a Pescara e L'Aquila sono state presentate le liste provinciali. Alcune facce nuove, la riconferma dei consiglieri uscenti e a Pescara una lista di appoggio, Democratici per l'Abruzzo. All'incontro pescarese dopo la sua esclusione dalla lista era assente l'assessore Donato Di Matteo, presente, invece, il presidente vicario della regione Abruzzo, Enrico Paolini, candidato capolista per il Pd.
Paolini ha lanciato una proposta politica che ha definito «forte e provocatoria». «Ai candidati Costantini e Chiodi chiedo», ha esordito, «di abolire il ruolo dell'assessore alla sanità: per i prossimi due anni c'è il commissario governativo Gino Redicolo quindi lasciamolo lavorare. La sanità abruzzese non ha bisogno in questa fase di un gestore politico», ha sottolineato Paolini, «la mia proposta al futuro governatore è quella di conservare lui stesso la delega, così si risparmia anche sui costi. D'altronde sto guidando una giunta con soli sette assessori e nessuno si lamenta». Paolini ha rivendicato a lui, alla presidente della commissione sanità Antonella Bosco e a Di Matteo, il «coraggio di aver denunciato» cosa non andava nella sanità. «Lo scandalo della sanità è iniziato con il centrodestra», ha osservato Paolini, «l'ideologo era Masciarelli e sottolineo che l'unico partito che ha ufficialemente preso soldi da Angelini è stato Forza Italia e aggiungete Vito Domenici», ha insistito Paolini, «certo, qualcuno successivamente nel centrosinistra ha poi abboccato all'amo, ma io ho collaborato con la giustizia. Siamo stati noi a denunciare quello che non andava». I candidati del Pd per la provincia di Pescara sono stati presentati dal segretario provinciale Antonio Castricone. Questi i nomi: Enrico Paolini, Simona Di Camillo, Marinella Sclocco, Antonio De Vico, Marco Di Nicolantonio, Peppino D'Incecco, Vincenzo Fidanza, Marino Roselli.
La lista di Democratici per l'Abruzzo invece è stata illustrata da Gianluca Fusilli, presidente del Consiglio comunale: Marisa Bottarel, Roberto De Camillis, Ferdinando Ciccozzi, Edoardo De Blasio, Angelo Fingo, Rocco Persico, Fabrizio Salusest, Daniela Sità. Nella sede di via Lungoaterno è arrivato anche il segretario regionale Luciano D'Alfonso che ha illustrato le linee del programma di governo del Pd: innovazione, attrazione d'impresa, sviluppo politica della casa, lavoro. Indicando nei candidati «persone di grande capacità e professionalità». D'Alfonso ha anche esultato per la vittoria di Barack Obama che «sarà punto di riferimento dei democratici».
«Una lista competitiva scelta dalle oltre 17 mila persone che hanno votato alla primarie». Così ha esorditoMichele Fina segretario provinciale aquilano del Pd, presentando gli otto candidati in corsa per le elezioni regionali. Si tratta di Gianni Anastasio, Antonio Carrara, Giovanni D'Amico, Giuseppe Di Pangrazio, Monia Maria Nanni, Nicola Pisegna Orlando, Maria Antonietta Pistoia e Mimmo Srour. Con loro anche Vittorio Festuccia inserito nel listino.
«Una lista», ha aggiunto Fina, «che è un mix di esperienza, innovazione e radicamento nel territorio».
Chiodi: Paolini sragiona? Allora aboliamo il presidente
PESCARA. «Un'estemporaneità, frutto del falso senso di colpa del centrosinistra». Questa la risposta del candidato Pdl alla presidenza della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, alla proposta del vicario, Enrico Paolini di abolire il ruolo dell'assessore alla sanità per i prossimi due anni, lasciando lavorare il commissario governativo. «Sragionando così», spiega Chiodi, «dopo quello che é accaduto in Abruzzo bisognerebbe abolire anche la figura del presidente della Regione. Comunque tutti questi pentimenti tardivi stanno esponendo il centrosinistra al ridicolo e ad una costante perdita di credibilità». «Io penso, invece, che abbiamo il compito di non sfuggire alle responsabilità bensì di costruire un modello della sanità abruzzese frutto di scelte a cui la politica non può sfuggire per raggiungere standard europei. Il commissario Rerdigolo», conclude Chiodi, «sarà certamente importante per l'elaborazione di queste strategie ma la politica abruzzese non può sfuggire alle sue responsabilità».