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Data: 06/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
La Cgil in marcia verso lo sciopero generale. Epifani: subito l'apertura di un tavolo anti-crisi. Cisl e Uil: lesa l'unità sindacale

ROMA. Sciopero generale. La Cgil è intenzionata a deciderlo la prossima settimana, la Cisl e la Uil lo minacciano se il governo non stanzierà più soldi per affrontare il boom del ricorso alla cassa integrazione. Stesso strumento di lotta, ma restano le divisioni fra i maggiori sindacati.
«Il direttivo della prossima settimana deciderà data e modalità di unificazione delle varie iniziative di lotta programmate nei prossimi giorni dalle diverse categorie», dice Guglielmo Epifani, leader della Cgil, e fra i cinquemila delegati riuniti al Palalottomatica di Roma scatta l'applauso. Restano in piedi per ora gli scioperi del pubblico impiego, quello di domani nel Nord Italia, e quello del 14 novembre nel Sud e nelle Isole. Il 14 novembre dovrebbero scendere in piazza anche gli universitari, mentre il 15 è programmato lo sciopero generale del commercio. A dicembre dovrebbe scioperare la Fiom e sempre a dicembre - ma in data ancora da fissare - è previsto lo sciopero generale che bloccherà il pubblico impiego.
La Cgil scende in lotta, Cisl e Uil l'accusano di rompere l'unità sindacale e, parole di Luigi Angeletti, segretario Uil, di «avere già deciso a inizio estate di fare uno sciopero generale. Se la questione politica è prioritaria rispetto agli interessi delle persone, allora siamo in presenza di una torsione». «Per noi l'unità sindacale è un valore straordinario - dice Guglielmo Epifani al Palalottomatica - e con onestà vi devo dire che queste sono divisioni che abbiamo subito, che non abbiamo voluto, che contrasteremo. Non finiremo in un angolo».
Sciopero generale in arrivo, dunque, ma anche proposte della Cgil al governo per contrastare la crisi. «Chiederemo subito l'apertura di un tavolo anticrisi a Palazzo Chigi e una sede specifica in Parlamento per un confronto con i sindacati, i Comuni, le Province, le Regioni. Non siamo più al tempo della manovra in 9 minuti, perché con 9 minuti il Paese va a ramengo e le persone sono destinate a stare peggio». Poi le quattro proposte: detassazione della tredicesima, aiuti ai precari, possibilità di ricontrattare i mutui e temporanea sospensione della Bossi-Fini.
Per la tredicesima 2008 Epifani propone il recupero del fiscal drag, o detassazioni, per arrivare a 500 euro in più. Sul fronte dei mutui si chiede che il differenziale fra Euribor e tasso della Bce sia assorbito dal Tesoro per due anni. La Cgil chiede anche che le risorse della detassazione degli straordinari siano spostate sul precariato. «Trovo che sia moralmente e socialmente una schifezza il fatto che i lavoratori stranieri che tanto hanno aiutato le imprese italiane nella crescita paghino due volte il prezzo della crisi: con la perdita del lavoro e con il decreto di espulsione», dice ancora Epifani a proposito della Bossi-Fini. Fra le altre richieste c'è quella di un piano di azione comune dell'Europa per rilanciare la crescita e lo sviluppo, anche con interventi infrastrutturali (che in fondo è la proposta che cerca di far passare il governo italiano, Tremonti in testa).

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