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Pescara, 30/04/2026
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Data: 06/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
I precari occupano il Consiglio. Ennesimo rinvio tra le proteste. Roselli colto da malore finisce in ospedale

L'AQUILA - Il caos è scoppiato quando il vice presidente Nicola Orlando Pisegna ha annunciato l'ennesimo rinvio della seduta a domani, alle 12.30. A quel punto i precari della Regione e delle Asl e i rappresentanti delle associazioni culturali, presenti in aula speranzosi di vedere discusso il provvedimento sulla stabilizzazione e il ripristino dei fondi per la cultura, hanno cominciato a gridare e a inveire contro i consiglieri. «State giocando con il nostro futuro», «Buffoni», «Vergogna» hanno urlato a squarciagola. La tensione è salita alle stelle: l'aula è stata occupata fino a tarda sera, quando è tornata la tranquillità che non cancella, però, l'ennesima giornata di caos in Regione. Anche stavolta il Consiglio non è nemmeno cominciato. I rinvii continuano a fioccare. Molti consiglieri non varcano neanche più la soglia dell'Emiciclo. Anche ieri ce n'erano pochi, pochissimi, non sufficienti a garantire il numero legale. E le decisioni cruciali non vengono prese. Come se non bastasse lo scandalo sanità, l'Abruzzo rischia di sprofondare di nuovo nell'assurdo: la variazione di bilancio che dovrebbe garantire i sette milioni di euro necessari per le elezioni ancora non è stata approvata, nonostante sia già definita. E ovviamente parte il rimpallo delle responsabilità. «L'assenza della maggioranza dei consiglieri - ha detto il capogruppo di Sd, Gianni Melilla - ha impedito l'approvazione del provvedimento per la stabilizzazione del personale precario della Regione. All'Aquila si è consumata una delle pagine più nere nella storia della Regione. L'assenza di quasi tutti i consiglieri del centrodestra (solo tre presenti) e l'insufficienza dei consiglieri di centrosinistra (19) non ha consentito di approvare la norma. Anche il centrosinistra deve riflettere perché deve essere autosufficiente e non può contare sul soccorso della minoranza». Va giù duro anche il capogruppo di Fi, Nazario Pagano. «Con l'ennesimo rinvio il centrosinistra ha mostrato una volta di più la totale incapacità di trovare intese tra le varie anime che lo compongono e quel che è peggio di dare risposte alle esigenze dei cittadini». In aula si è vista anche la presidente della Provincia dell'Aquila e del Pd abruzzese, Stefania Pezzopane. «Sono indignata - ha detto - Per decenza devo affidarmi agli eufemismi, per quanto ho visto all'Emiciclo. Un'assemblea che in questo drammatico momento dovrebbe riscattare la dignità della politica oltre che fare gli interessi dei cittadini, ha vigliaccamente glissato per non affrontare il problema. Cittadini alle prese con necessità primarie hanno dovuto assistere ad uno spettacolo pietoso: fughe, distrazioni, ritorsioni politiche, dispetti, veti incrociati e altre miserie umane». Nel clima di caos totale ci sono stati anche momenti di paura per il malore che ha colto il presidente Marino Roselli, che è stato trasportato in ospedale accompagnato da Liberato Aceto. All'arrivo dell'ambulanza sono circolate le voci più disparate, poi si è capito che si è trattato di una colica. Domani si replica: altra, ennesima, convocazione. E un'altra giornata che si annuncia "caldissima".

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