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Pescara, 30/04/2026
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Data: 08/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il dragaggio non si vede, la Snav punta su Ortona. La Sangritana prepara l'accordo per una linea mista merci e passeggeri, Masci accusa D'Alfonso

Ortona chiama, la Snav risponde e Pescara resta a guardare. Il capoluogo adriatico rischia di pagare con la perdita del traffico passeggeri l'improvviso interessamento della compagnia di navigazione sorrentina per sviluppare una linea mista cargo-passeggeri tra Ortona e la Croazia. Regista dell'operazione è la Sangritana che per prima intravisto le potenzialità di un simile collegamento. Per sviluppare un progetto in tal senso sono stati già avviati contatti e di recente c'è stato un sopralluogo allo scalo marittimo di Ortona. La notizia, finita sui giornali di ieri, ha subito scatenato reazioni su più fronti a cominciare da quello politico e da quello commerciale. L'ex assessore comunale al turismo di Pescara, Moreno Di Pietrantonio, è stato il primo a gettare acqua sul fuoco delle polemiche: «Pescara è e resterà il principale porto passeggeri d'Abruzzo, dal momento che l'impostazione data dalla Regione agli scali marittimi abruzzesi non è cambiata. Un eventuale collegamento tra Ortona e la Croazia sarebbe dedicato al settore merci e lo scalo di approdo sarebbe quello di Ploce, non di Spalato. Tranquilli, i passeggeri continueranno a imbarcarsi a Pescara». Le rassicurazioni di Di Pietrantonio faticano però a sortire l'effetto desiderato ed il primo a dubitarne è stato Carlo Masci, esponente di Abruzzo Futuro, secondo cui l'accordo tra Snav, Sangritana e Ortona, se realizzato, sarà un ulteriore colpo alle ambizioni portuali pescaresi, perciò sollecita un tavolo tra Comune e imprese: «Prima la Jadrolinija ha cancellato il collegamento con la Croazia da Pescara, ora anche la Snav comincia a guardarsi attorno e pensa ad Ortona. Intanto lo scalo pescarese affonda tra fondali sempre più bassi e melmosi mentre il dragaggio promesso dall'ex giunta regionale e dal sindaco D'Alfonso resta in alto mare». Masci accusa inoltre l'amministrazione comunale di Pescara di «non aver mai promosso abbastanza l'immagine del territorio», aspetto non secondario rispetto al mancato sviluppo del porto in quanto infrastruttura (i fanghi del dragaggio, se si farà, potrebbero finire in una vasca di colmata per l'ampliamento di una banchina). La domanda è semplice: se la linea Ortona-Ploce funziona, beninteso per merci e passeggeri, è difficile che la stessa Snav possa avere interesse a un collegamento-bis con partenza da Pescara.
Qualcosa tuttavia a Pescara si muove: per il 13 prossimo è convocata in Comune un'altra "riunione di servizio" per discutere del futuro del porto. Ma il tempo stringe: e mentre l'amministrazione comunale a chiacchiere continua ad annunciare prolungamenti dell'asse attrezzato che di fatto cancelleranno le banchine a danno della flotta pescherecci, e mentre si pensa solo ad assegnare costosissimi incarichi progettuali per il Prg portuale che richiederà anni (figuriamoci poi i tempi e i denari che serviranno per i lavori), ebbene ad Ortona - più semplicemente e concretamente - si compiono i fatti. Anche a costo di bruciare le tappe e a costo di prendere qualche scorciatoia di troppo, poco gradita a chi nell'attività portuale ha investito in mezzi, competenza e professionalità e oggi, di fronte a questa nuova opportunità di sviluppo, invoca trasparenza.
Per cominciare, l'agente marittimo che segue la Snav a Pescara è stato tagliato fuori in partenza da qualsiasi ruolo nel potenziale collegamento da Ortona. Altri operatori stanno alla finestra in attesa di una chiamata o di un coinvolgimento che temono non ci sarà mai, se è vero - come sussurrano dall'opposizione in Comune - che la politica è pronta a metterci lo zampino, anzi la zampata: l'agenzia in pole position per entrare in questa operazione targata Sangritana e Snav ad Ortona sarebbe quella del sindaco Fratino.


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