LANCIANO - I treni della Sangritana a servizio dei porti d'Abruzzo, in particolare di quelli Pescara, Ortona e Vasto. E' un progetto a cui stanno lavorando sia l'assessorato regionale ai trasporti che la dirigenza dell'azienda ferroviaria di Lanciano, con un duplice scopo: valorizzare al meglio la rete portuale della regione e accentuare sempre l'attività su rotaia della Sangritana. In più, con l'ottimizzazione dei porti e una rete di collegamenti con alcuni scali balcanici, si punta a fare dell'Abruzzo la "porta" dell'Italia verso l'Est Europa.
«Un progetto senza dubbio ambizioso, ma da cui non si può prescindere - dicono quanti se ne stanno occupando - se si vuole uscire dai ristretti ambiti locali, ottenendo pure significativi risultati sul piano della lotta all'inquinamento causato dal trasporto su gomma».
L'istruttoria preliminare del progetto si basa su uno studio commissionato dalla Regione Abruzzo e conclusosi già nel 2006, con la stesura di un primo rapporto sui volumi potenziali di traffico. Per qualche tempo, lo studio è stato un po' messo da parte, adesso è stato ripreso ed oggetto di un ulteriore approfondimento da parte della Sangritana che, operando da tempo nel settore merci, intende cogliere ogni opportunità per sviluppare il proprio piano industriale e contribuire in modo più efficace alla politica regionale dei trasporti.
«In questo progetto - spiega la presidente della Sangritana, Loredana Di Lorenzo - ogni scalo vedrebbe valorizzata la propria vocazione: Pescara quella turistica, Ortona quella merci e Vasto quella industriale, con i treni della Sangritana a supportare e a raccordare sul piano operativo le varie attività dei singoli porti. In ciascun ambito saranno studiate specifiche iniziative, che vedranno potenziata l'intermodalità nei trasporti regionali, ricercando anche sinergie con gli altri operatori».
«Va anche sottolineato - aggiunge l'assessore regionale ai trasporti, Donato Di Matteo - che in questo modo si raggiungerebbe un altro duplice obiettivo: decongestionare la rete autostradale, riducendo le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera, e rendere più competitivo il sistema regionale dei trasporti».
Alla Sangritana si sottolinea che già attualmente l'azienda gestisce la movimentazione delle merci su rotaia sia nella zona industriale della Val di Sangro che in quella di Vasto. Succede, però, che parte di questi traffici attualmente vengono dirottati su gomma e sulla rete della viabilità ordinaria e autostradale, con le conseguenti ripercussioni negative sull'inquinamento. Con i progetti di ampliamento della rete ferroviaria aziendale - per cui è previsto il completamento del tratto tra la stazione di Torino di Sangro e la zona industriale della Val di Sangro -, invece, la maggior parte di questi volumi (sia merci che passeggeri) potrà viaggiare in treno fino ai punti di snodo nei pressi dei porti e di qui imbarcarsi sui traghetti per raggiungere le destinazioni finali.