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Pescara, 30/04/2026
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Data: 08/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Tre porti per i commerci con l'Est. Pescara, Ortona e Vasto coinvolti nel piano di interscambio. Lo studio dedicato ai collegamenti commissionato da assessorato regionale ai Trasporti e Sangritana

LANCIANO. Tre porti per rilanciare una rete di collegamenti con i Balcani. L'assessorato ai trasporti della Regione Abruzzo e la societą Sangritana sono infatti impegnati in un progetto teso a creare una rete di collegamenti tra i porti di Pescara, Ortona e Vasto con alcuni scali balcanici. Il programma di interventi mira a fare dell'Abruzzo la porta dell'Italia verso l'Est Europa. L'istruttoria preliminare del progetto si basa su uno studio commissionato dalla Regione e conclusosi nel 2006.
Le prospettive di interscambio si annunciano positive.
«In questo progetto», dice la presidente della Sangritana, Loredana Di Lorenzo, «ogni scalo vedrebbe valorizzata la propria vocazione: Pescara quella turistica, Ortona quella merci e Vasto quella industriale. In ciascun ambito saranno studiate specifiche iniziative, per potenziare l'intermodalitą nei trasporti regionali, ricercando sinergie con altri operatori».
In un primo rapporto sui volumi potenziali di traffico, la Sangritana intende cogliere ogni opportunitą per sviluppare il proprio piano industriale e contribuire alla politica regionale dei trasporti.
La Sangritana gestisce la movimentazione merci su rotaia nelle zone industriali Val di Sangro e Vasto.
Parte di questi traffici vengono dirottati su gomma e sulla rete della viabilitą ordinaria e autostradale.
Con l'ampliamento della rete ferroviaria, le merci potranno viaggiare in treno fino ai punti di snodo nei porti e poi imbarcarsi sui traghetti.
«In questo modo», continua l'assessore regionale ai trasporti, Donato Di Matteo «si raggiungerebbe il duplice obiettivo di decongestionare la rete autostradale, riducendo le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera e rendere pił competitivo il sistema regionale dei trasporti». Per l'Abruzzo, tra l'altro, sarebbe un ritorno ai traffici commerciali con i paesi dell'Est. I porti regionali infatti avevano nel passato come principale punto di riferimento proprio i Balcani, e in particolare le cittą della ex Iugoslavia.

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