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Data: 08/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Berlusconi: chi mi critica è un imbecille Poi battibecca con un reporter Usa. In serata la sospirata telefonata da Barack

Il premier a Bruxelles insiste: ma se ho detto solo una carineria... Il Pd: linguaggio incivile contro l'opposizione

ROMA. S'infuria, attacca, insulta l'opposizione, litiga persino con un giornalista americano a Bruxelles. Ritorna sulla gaffe del giorno prima, aver definito Obama «abbronzato», e peggiora ulteriormente le cose. Silvio Berlusconi ieri non ha certo migliorato la sua posizione mentre i giornali di tutto il mondo lo censuravano o lo prendevano ferocemente in giro. E mentre, soprattutto, si intravedono i primi effetti politici del suo scivolone. Barack Obama ieri mattina ha sentito al telefono tutti i capi di governo del G8, compresi quelli di Germania, Francia e Gran Bretagna, ma sono dovute passare molte ore e altrettante, probabili pressioni del governo italiano, perché da Washington si facesse sapere che Obama avrebbe telefonato anche a Berlusconi. E così è stato, poco dopo le 22. Il colloquio è stato «molto cordiale», ed è stato confermato «lo stretto rapporto di amicizia e collaborazione tra i due paesi».
Ma torniamo alla conferenza stampa di Bruxelles. Quando un giornalista di "Bloomberg" gli chiede se chiederà scusa a Obama, Berlusconi poi non ci vede più. «Anche tu vedo che ti sei messo nella lista di quelli che ho detto ieri», replica. E l'unico dubbio è se si riferisca agli «imbecilli» o a quelli che hanno raggiunto la «laurea di coglioni». Epiteti che aveva appunto riservato il giorno prima a chi lo aveva criticato per la «carineria» indirizzata al presidente americano.
«Ma è una cosa offensiva», si azzarda a osservare il giornalista americano, per niente intimorito. «Per favore...per favore», sbotta Berlusconi, alzandosi e abbandonando la conferenza stampa dopo il vertice dell'Unione europea. «Ma non dovrebbe chiedere scusa?», lo incalza il giornalista. «Ma chiedi tu scusa all'Italia - replica stizzito il Cavaliere - non c'è più il senso del ridicolo!».
Berlusconi è poi tornato ad attaccare duramente il Pd per le critiche ricevute. «Quando si sta all'opposizione non si ha proprio niente da fare - accusa - hanno perso le elezioni e non si rassegnano. Ci lascino governare, non siano continuamente in campagna elettorale perché così facendo dimostrano di non avere a cuore l'interesse del Paese, ma soltanto di fare la guerra al governo rendendogli difficile operare».
Il Pd non ci sta. «Non è normale né accettabile - protesta Dario Franceschini - che un premier si rivolga in questo modo all'opposizione. Ha iniziato mandandoci a quel paese, poi ci ha dato degli imbecilli e alla fine la laurea dei coglioni. Non è accettabile, non esiste un paese al mondo dove il capo del governo si rivolge così all'opposizione». Anche perché, aggiunge, da noi non è venuto nessun insulto, ma solo critiche politiche.
Ma il Cavaliere va avanti per la sua strada, lancia in resta, senza preoccuparsi di nulla. Spiega il ritardo nella telefonata di Obama, assicurando che è stato lui ad essere troppo impegnato per poter sentire il presidente americano. Ripete che la sua è stata «una battuta di carineria e anche spiritosa». Per niente preoccupato del fatto che nessuno l'abbia trovata tale. Aggiunge con fare vagamente ironico, che «tutta la sinistra ne è affascinata (da Obama, ndr), è il messia».
Con sua buona pace però anche ieri i giornali di mezzo mondo hanno continuato a criticare la sua battuta. «Silvio Berlusconi ci ricasca», titola il New York Times e viene inondato da messaggi di «scuse» da parte di italiani. Per il primo canale della Tv pubblica tedesca, l'Ard, la nuova gaffe potrebbe provocare «gravi danni nei rapporti dell'Italia con gli Stati Uniti». Mentre il francese "le Monde" si limita ad una feroce ironia sul premier italiano.
L'unico paese in cui i giornali hanno evitato accuratamente di riportare la battutaccia di Berlusconi è stata la Russia del suo grande amico Putin.

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