La British Airways manifesta interesse a un'intesa commerciale
ROMA. Assemblee, sciopero bianco e tutti fermi il 25 novembre. Prende forma la grande ribellione di piloti e assistenti di volo Alitalia. Un mese di tempo per ottenere, a botte di agitazioni sindacali, un nuovo tavolo di trattativa con la Compagnia aerea italiana. Le sigle che non hanno firmato il contratto proposto dalla società di Roberto Colaninno e garantito dal Lodo Letta sotto la supervisione di Fantozzi sono convinte di avere ancora spazio per ottenere condizioni di lavoro e livelli di occupazione migliori di quelli fin qui ipotizzati.
Sul fronte finanziario Colaninno deve convincere i soci industriali che Alitalia continua a essere un buon affare. Ma cominciano ad arrivare le richieste di garanzie. Ieri è stata la volta di Atlantia. Il gruppo che fa capo ai Benetton ha sottoscritto un impegno per 100 miglioni di euro ma ricorda che vale a patto che il prestito ponte di 300 milioni di euro non comporti alcun onere per i salvatori di Alitalia.
Da ieri i piloti rispettano il manuale operativo. E questo potrebbe essere un guaio. Applicando alla lettera tutte le procedure di controllo e di sicurezza il lavoro potrebbe subire rallentamenti tali da avere ripercussioni gravi sul traffico aereo. Conseguenze ci potrebbero essere anche lunedì mattina, quando alle 9 in sala mensa ci sarà una nuova assemblea. L'hanno promossa Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl, facendo così rientrare le polemiche e le incomprensioni dell'altro giorno. L'obiettivo è ottenere una incontro della massima urgenza con la Cai e con il governo per riprendere in mano la questione contratti. Gli autonomi rivendicano la scrittura di «norme d'impiego» e di un «sistema retributivo» in linea «con gli accordi sottoscritti nel mese di settembre a Palazzo Chigi». In più i lavoratori chiedono tutele. Per chi ha maggiore anzianità aziendale e per chi gode delle «tutele sociali previste dalla legge». Il riferimento è sempre all'intenzione di Cai di porre paletti all'assunzione di chi non è del tutto padrone del proprio tempo, come le madri con figli piccoli o chi assiste familiari deboli o disabili.
La richiesta di incontro potrebbe scatenare più di una polemica con i sindacati confederali che hanno sottoscritto, al contrario degli autonomi, le ipotesi della Cai. Filt Gcil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti, infatti, hanno appuntamento martedì con gli amministratori della Cai per discutere come applicare il contratto aziendale.
I confederali, comunque, cercano anche garanzie dal governo. Almeno su due temi: gli aspetti industriali del piano di salvataggio di Alitalia e l'impianto degli ammortizzatori sociali necessario per evitare che la questione degli esuberi si trasformi in una tragedia.
Si temono forti ripercussioni non solo sul territorio ma anche sulle attività economiche collegate ad Alitalia. Le avvisaglie ci sono. Ieri Standard & Poor ha tagliato i rating di Aeroporti di Roma poiché gli analisti non sono più convinti del ruolo di hub per l'aeroporto di Fiumicino.
Ma in tutto questo arriva la notizia che la compagnia inglese British Airways sarebbe fortemente interessata a stringere un'alleanza commerciale con un'Alitalia ristrutturata. Lo riferisce il Financial Times online, citando il numero uno della compagnia britannica Willie Walsh, secondo il quale si tratterebbe di una mossa di consolidamento per allinearsi a quanto già fatto dalle maggiori rivali europee Air France-Klm e Lufthansa. «Crediamo di aver fatto una proposta molto credibile e potenzialmente interessante per la nuova compagnia».