I collegamenti marittimi tra Pescara e Spalato non vanno in soffitta, al contrario sono già definiti anche per il 2009. Nel frattempo - come ha sottolineato il consigliere comunale del Pd Enzo Del Vecchio in risposta alle critiche di Carlo Masci - si sta lavorando affinché per la prossima estate il dragaggio dei fondali del porto sia effettuato.
La conferma è arrivata dal sindaco D'Alfonso, il quale ha avuto un colloquio telefonico con il direttore generale della Snav, Raffaele Aiello: «Si riparte per Hvar e Spalato con la Snav il 4 luglio». Un giorno buono per una rivoluzione.
Ma la vera speranza è che per il porto pescarese si apra una fase-due per trasformare in fatti le belle intenzioni di oggi: perchè altrimenti non ha granché senso alzare barricate ideologiche e partigiane solo per ribadire che il collegamento con Spalato ci sarà anche nel duemilanove - e ci mancherebbe pure essendo l'anno dei Giochi del Mediterraneo -. Non vale la pena agitarsi e prendersi a parole con Masci, come fa Del Vecchio - e a modo suo fa anche Di Pietrantonio che all'ex assessore al turismo rinfaccia un presunto scarso impegno sul porto - solo per tenere in vita uno scalo stagionale come quello di Pescara, in funzione appena due mesi l'anno. Tantopiù che lo stesso Del Vecchio conferma che il dragaggio si farà solo entro la primavera, segno che da oggi ad aprile del porto chissenefrega.
La soluzione? Si cominci col mettere da parte la politica degli affari con la a minuscola, leggi l'assegnazione di studi e ricerche spesso buoni per sapere quel che è già noto, e ci si metta a tavolino per il Prg portuale e per concordare strategie e alleanze per entrare in un network portuale utile a dragare non fanghi ma risorse: le quali risorse, altrimenti, da queste parti non arriveranno. Masci però avverte: «Non è pensabile per il Comune ipotecare 70 milioni per il Prg. Tra l'altro la giunta ha omesso di dire che le carte di quel Prg, affidate a un nutrito staff di architetti e consulenti esterni, dovevano essere riconsegnate al Comune già a metà settembre, e invece a metà novembre non sappiamo a che punto sia la progettazione».
Agganciarsi a un'Authority portuale già forte - considerato che non ne nasceranno di nuove - è la strada indicata da Giuseppe Ranalli, operatore marittimo tra i più noti e solidi in Abruzzo: il quale non guarda a Bari o ad Ancona ma piuttosto punta su Civitavecchia, il secondo porto passeggeri d'Europa: «E' sull'asse ovest-est che dobbiamo scommettere - ha detto Ranalli da imprenditore navigato qual è -, solo così potremmo sfruttare a Pescara i benefici dai collegamenti da Barcellona a Civitavecchia e che grazie all'A25 e al nostro porto, cioè grazie alla "Pescara porta dell'Est" potrebbero approdare rapidamente nei Balcani». La via per legarsi all'Authority portuale laziale può forse riservare scogli burocratici e operativi, E' anche vero, però, che proprio la solerte Ortona l'anno scorso cercò di gettare per prima le basi per un'alleanza con Civitavecchia. Quella stessa Ortona che grazie alla Sangritana e alla Snav vuol portare merci nei Balcani, e magari anche passeggeri da settembre alla primavera. Se Pescara continua con i proclami.