L'AQULA. Sulla grande infornata di oltre mille precari decisa dal Consiglio regionale venerdì nell'ultima seduta della nona legislatura c'è la scure dell'impugnazione del Governo davanti alla Corte Costituzionale. Gli esposti sono già stati annunciati dalle opposizioni di centrodestra e partiranno nei prossimi giorni. Ma non è da escludere un intervento del ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta. Il ministro è stato già informato dell'approvazione, con i voti della maggioranza di centrosinistra, del provvedimento che mette dentro in un sol colpo circa 300 precari della Regione, 700 precari delle Asl, i precari di agenzie ed enti strumentali della Regione, il cui numero non è quantificabile, e in extremis il personale politico degli staff degli assessori e dei gruppi politici.
Sono i cosiddetti portaborse, assunti con chiamata diretta quindi senza selezione. Il problema ruota su questi ultimi, una settantina di cui una cinquantina dei gruppi politici e la restante parte a disposizione dei vari assessori; ed anche sui precari delle Asl per i quali non ci sarebbe stato l'ok del commissario regionale per la sanità nominato dal Governo nazionale Gino Redigolo. Le attenzioni di Brunetta potrebbero incentrarsi sull'estensione dal 30 settembre 2007, come previsto dalla Finanziaria nazionale, al primo gennaio 2008 del termine per i requisiti per la stabilizzazione che spetta a coloro che un contratto in essere con almeno tre anni di "militanza". Gli interventi da Roma potrebbero arrivare prima che la legge possa essere attuata e, secondo alcuni tecnici regionali, potrebbero anche inficiare la stabilizzazione dei precari della Regione costituiti da circa 70 con contratto a tempo determinato e circa 230 co.co.co; una stabilizzazione peraltro prevista da una legge approvata dalla Giunta regionale parecchi mesi fa, che prevede un piano straordinario 2008-2010, concertato con i sindacati. La decisione ha fatto gridare allo scandalo, perché, tra l'altro, presa da un Consiglio in regime di prorogatio, e in piena campagna elettorale. Il candidato Pdl alla presidenza Gianni Chiodi ha parlato di «operazione di una gravità inaudita e illegittima». Il candidato del centrosinistra Carlo Costantini promette: «Il 2 dicembre, subito dopo la mia elezione, revocherò la legge, prima ancora che venga annullata dalla Corte Costituzionale». Antonio Iovito, della segreteria regionale della Cgl: «Se da un lato si esprime soddisfazione per la stabilizzazione dei precari, dall'altro c'è contrarietà per quella dei portaborse degli attuali consiglieri regionali. E' ingiusta e illegittima e quindi potrebbe essere impugnata». Il consigliere regionale del Movimento per l'Abruzzo Bruno Evangelista che insieme ai consiglieri di maggioranza Santroni e Orlando (Prc) e La Morgia (Pd) non ha votato l'emendamento, ha parlato di «scandalosa politica trasversale».