MANOPPELLO - Dedicato a Gerald Meta. L'operaio albanese, ultima vittima, di una lunga lista, di incidenti sul lavoro. La terza edizione del Security day, organizzato dalla Ugl, ha visto la partecipazione del senatore Oreste Tofani, presidente della commisione parlamentare d'inchiesta sulle morti bianche, di Giampaolo Di Odoardo, responsabile della sicurezza per la Cgil e del campione di ciclismo Danilo Di Luca. «Sicurezza sul lavoro: una sfida da vincere. E' questa la sfida che vogliamo lanciare -dice Geremia Mancini, segretario regionale dell'Ugl- Eppure solo due giorni fa è morto un altro ragazzo, ancora una vittima di cui tutti ci dobbiamo sentire colpevoli. L'Abruzzo continua a sopportare che gli organi di controllo siano sottodimensionati con la conseguenza che, i controlli, non arriveranno mai». La giornata ha visto la deposizione di una corona ai piedi del monumento dedicato alle vittime di Marcinelle da parte di lavoratori e pensionati, la premiazione dei professori e studenti dell'Istituto tecnico Manthoné di Pescara per il lavoro "non mettere il lucchetto alla sicurezza" premiato anche dall'Inail. La giornata è proseguita con un convegno al quale hanno preso parte anche Carlo Costantini, candidato presidente per il centrosinistra, e Rodolfo De Laurentiis, candidato presidente per l'Udc. «Gli infortuni sul lavoro ci sono -sottolinea Costantini- perché c'è precarietà e sfruttamento dei lavoratori. Occorre sensibilizzare alla cultura della sicurezza, si tratta di un'operazione che deve partire dalle scuole». Per Carlo Costantini è importante «il rinforzo degli organici degli Ispettorati provinciali del lavoro e di quello regionale affinché si facciano verifiche continue. Occorre poi la certezza della pena, chi sbaglia deve pagare». Nell'ultimo anno gli infortuni mortali sul lavoro, in Abruzzo, sono stati 17, di fatto la regione conquista la poco appettita maglia nera. De Laurentiis: «Se si continua a non far nulla, ogni morte sul lavoro non sarà più una tragica fatalità. E' tempo di intervenire». Per Mancini: «Non si può più parlare di fatalità, ma di omicidi di cui qualcuno, prima o poi, dovrà rispondere». In una nota congiunta, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, «esprimono il proprio sgomento per la drammatica morte di un giovane lavoratore sotto gli occhi del padre e chiedono alle autorità competenti di accertare le responsabilità. Questa tragedia grida vendetta -prosegue la nota - Promuoveremo una iniziativa su prevenzione e sicurezza nei luogi di lavoro e proclameremo uno sciopero nel settore dell'edilizia: il più colpito dalle morti bianche». Per Giampaolo Di Odoardo, della Cgil «precarietà e bisogno hanno fatto un'altra vittima. Noi continuiamo la lotta contro l'inciviltà del lavoro».