L'odierno sciopero dei trasporti annuncia un lunedì nero per il traffico in tutto l'Abruzzo ed in particolare lo sarà a Pescara, già paralizzata dai cantieri. I cittadini restano a piedi per ventiquattr'ore per la battaglia dei dipendenti del settore che ormai un anno invocano il rinnovo del contratto unico per la mobilità, scaduto il 31 dicembre 2007.
I timidi segnali d'apertura che erano venuti dalle Ferrovie e anche da alcune aziende del trasporto pubblico non sono bastati a riportare le parti intorno allo stesso tavolo per un'intesa, al contrario il filo del dialogo, se mai c'era stato, s'è di nuovo spezzato, tra l'altro nel silenzio assoluto del governo.
Stanchi di questa chiusura netta e a oltranza, dai sindacati ecco servito un altro sciopero, il terzo di quest'anno dopo quelli del 9 maggio e del 7 luglio, il secondo proclamato per 24 ore. Lo scontro, in particolare, «è con i vertici delle aziende di trasporto pubblico legate all'Astra del presidente Marcello Panettoni, secondo cui il contratto unico aggraverebbe del 20% i costi del personale: ma è un dato che per noi non sta in piedi» dice Franco Rolandi, segretario provinciale della Filt-Cgil.
Ampio e compatto il fronte della protesta. Con la Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil-Trasporti sono allineati Ugl Trasporti, Faisa-Cisal e gli autonomi di Orsa Trasporti e Fast.
I treni sono fermi dalle 21 di ieri alla stessa ora di oggi. A Pescara e provincia incrociano oggi le braccia i 400 dipendenti della Gtm, vale a dire che si fermano per l'intera giornata i bus, fatte salve le fasce di garanzia con i consueti orari: dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15 il servizio sarà coperto (a casa per tutto il giorno invece il personale di terra). Fasce di garanzia anche per le linee regionali e interregionali: l'Arpa coprirà il servizio dalle 5,30 alle 8,30 e dalle 13,10 alle 17,10; simile, ma a volte con qualche variazione di mezz'ora in più o in meno, altre compagnie quali Sangritana (6-9 e 12-15), Di Fonzo (5-8,30 e 13-15,30), Napoleone (5,30 - 8,30 e 13 - 15,30), La Panoramica (6-9 e 12 - 15), Satam (5,30 - 8,30 e 13,30-16,30), Baltour (5,30-8,30 e 13,30 - 16,30) solo per citarne alcune. «Non chiediamo aumenti al di fuori della piattaforma retributiva fissata nel protocollo del '93, perciò ci sorprende e ci amareggia l'impossibilità di aprire la discussione sul contratto» conclude Rolandi, fiducioso in una massiccia adesione allo sciopero e pronto - coi sindacati - a discutere della vertenza con i candidati alla presidenza della Regione.