ROMA Convocazione il 19 novembre e disponibilità a mettere intorno ad un tavolo tutti coloro che manifestano buona volontà. Linea dura nei confronti di chi pone «veti pretestuosi» che rischiano di bloccare i servizi pubblici o impedire il decollo della nuova Alitalia. Il governo, afferma il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, «non si lascerà intimidire dalla dichiarazione di guerra» dei piloti che preannunciano 14 giorni di sciopero e alla vigilia del lunedì nero della mobilità dice chiaro e tondo, agli uni e agli altri, che è disposto ad «assumersi tutte le responsabilità e i provvedimenti necessari». Il che significa: anche la precettazione.
I sindacati dei trasporti, confederali e autonomi, scioperano per la terza volta. Chiedono il contratto unico. E dicono che finora nulla è stato fatto per aprire la trattativa.
«Non è proprio così. Ho convocato i sindacati per il 19 novembre chiedendo di sospendere lo sciopero in attesa della riunione. Prima non potevo: la prossima settimana sarò all'estero, in Turchia e si sono accumulati una serie di impegni. Mauro Moretti delle Ferrovie e Marcello Panettoni dell'Asstra, l'associazione delle aziende di trasporto pubblico locale, mi avevano assicurato la loro disponibilità».
E poi, cosa è successo?
«Alcune sigle prima mi hanno detto sì e poi, evidentemente, hanno preso il sopravvento altre logiche. Se si chiede una mediazione, il governo dà la sua disponibilità e poi si sciopera lo stesso, si parte male. Comunque, la convocazione non la disdico. Spero che da qui ad allora si possano sospendere tutti gli scioperi e preparare il terreno per arrivare alla riunione in modo costruttivo».
Insomma, lei chiede una tregua. L'Asstra dice che le richieste comportano un costo aggiuntivo per le aziende del 20%.
«Lo vedremo. I sindacati dicono che non è così. Al tavolo unitario ha dato la sua disponibilità anche il ministro Sacconi. Potrà dare il suo contributo a stabilire l'incidenza del nuovo contratto».
Si ricomincia con i trasporti a singhiozzo e viaggiatori a piedi?
«Personalmente ho l'obbligo di garantire il servizio pubblico. In questa occasione, non ho ritenuto di dover ricorrere alla precettazione perché lo sciopero è un diritto dei lavoratori, quando viene attuato secondo le procedure previste. Ma se appare pretestuoso, allora è chiaro che non posso consentire l'interruzione di pubblico servizio. Vediamo di arrivare al 19 e di stabilire un punto d'incontro. Cercherò, nel frattempo, di parlare con le singole parti per arrivare all'appuntamento con un'agenda già avviata».
Nel frattempo, si inasprisce lo scontro tra Cai, piloti e personale di volo. Hanno dichiarato 14 giorni di sciopero.
«Resto veramente sconcertato. Ma contro chi scioperano? Contro la Cai che non ha ancora preso possesso dell'azienda? Contro Alitalia che è sotto commissariamento straordinario? O forse contro il governo che ha svolto una mediazione e che continua a farlo? O contro Letta che ha accettato di fare da garante sull'applicazione dell'accordo? E poi, scioperare addirittura fino a maggio! Proprio non riesco a capire».
Forse anche la Compagnia italiana ha sottovalutato la reazione quando è andata avanti con la convocazione dei confederali che avevano già firmato...
«La convocazione riguarda i sindacati che avevano firmato l'accordo, per definire meglio alcuni aspetti marginali, ancora da chiarire, sotto la supervisione del sottosegretario Letta. Ma qui, siamo di fronte ad un fatto nuovo. A me pare un'ubriacatura che non ha precedenti».
Ora cosa può succedere?
«Il governo non accetterà mai che sindacati autonomi, in rappresentanza di poche migliaia di persone, possano mettere il veto a venti imprenditori che vogliono salvare 12.500 posti di lavoro e creare sviluppo nel paese. Se sperano che assistiamo inerti, se lo scordano».
Intende dire che ricorrerà alla precettazione?
«Le dicevo, prima, che non assisteremo impassibili a tentativi di boicottaggio del servizio pubblico locale. A maggior ragione assumerò tutte le responsabilità che il mio ruolo mi assegna nei confronti di chi volesse impedire il salvataggio dell'Alitalia. Aspetteremo il parere del Garante per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Poi il governo adempirà ai suoi doveri e prenderà i provvedimenti del caso».