AVEZZANO - Interessante quanto proficua conferenza stampa ieri ad Avezzano dei presidenti dell'Arpa Nicola Basilavecchia e della Comunità montana "Marsica uno" Italo Taccone (Pd): sul tavolo, il difficile problema dei collegamenti dell'Abruzzo con Roma. I due dirigenti hanno messo il dito sulla piaga, hanno fornito notizie inedite e prospettato soluzioni assolutamente valide. Tutti e due hanno congiuntamente sferrato un colpo di maglio al teorema fatto digerire da Ferrovie dello Stato ai pendolari che è il seguente: il servizio su rotaia non si migliora e si ostacolano gli altri e cioè tutti quelli che vogliono cercare un'alternativa. Detto in soldoni: l'Arpa vorrebbe potenziare, ma c'è chi mette i bastoni tra le ruote (mai espressione fu più calzante) e l'Abruzzo intero ne paga le conseguenze a cominciare dalla Marsica per finire alla Valle Peligna e anche alla Val Pescara. Ma entriamo nel dettaglio: Taccone non ha avuto peli sulla lingua (considerato l'ospite che aveva in casa) quando ha chiaramente sostenuto di preferire il treno all'autobus. Il trasporto su rotaia non inquina e non è pericoloso. Dal momento, però, che il primo fa acqua da tutte le parti, allora puntiamo sul secondo. E qui è intervenuto il presidente Arpa il quale ha innescato una micropolemica con un sindacato il quale nei giorni appena trascorsi aveva sostenuto che occorresse evitare che i pullman Arpa viaggiassero vuoti. Risolta la questione con una più puntuale organizzazione interna passiamo al macroproblema: l'Arpa ha istituito due nuove corse per Roma che sono partite ieri con orari 11.30 e 17. «L'azienda verificherà se sono attive, altrimenti non le terrà in piedi». Una esigenza prevedibile anche alla luce delle scelte ultimamente operate a livello politico nell'ambito di una prospettiva di libero mercato. Scelte che, si sa, ricevono consensi e critiche nella misura in cui alcune parti politiche vorrebbero tenere in piedi un minimo di "welfare", altre smantellarlo, altre ancora trovare una via di mezzo. Interessantissima, invece la soluzione prospettata da Basilavecchia a proposito dell'ingresso degli autobus Arpa a Roma. Il collegamento su gomma diventa oltremodo difficile dal momento che all'interno del raccordo anulare romano dalle 5.30 del mattino fino alle 11.30 il traffico impedisce che i pendolari che utilizzano l'autobus arrivino in tempo al lavoro. La circostanza è stata evidenziata anche da un'associazione di commercianti di Pescara che ne ha sollecitato la soluzione. «In attesa della costruzione delle complanari - ha detto Basilavecchia - e cioè delle due arterie che sono destinate a costeggiare l'autostrada, sarebbe interessante riproporre alla giunta Alemanno la possibilità che l'Arpa esca in via Palmiro Togliatti (evitando dunque l'imbuto mattutino ndr) attestandosi poi alla stazione della metropolitana di Ponte Mammolo. Lì - ha spiegato Basilavecchia - già ci sono spazi e attrezzature costruite in occasione del Giubileo». È l'uovo di Colombo: certo non la soluzione per eccellenza ma almeno una buona trovata che se adeguatamente sostenuta potrebbe risolvere il problema in maniera abbastanza definitiva. Certo c'è una stridente contraddizione ma solo di tipo storico: Alemanno dovrebbe dare l'ok a ...Palmiro Togliatti.