La presidente Pezzopane teme per l'incolumità del restaurato palazzo Quinzi
Metro, ora la Provincia chiede lo stop
Non si sono fatte attendere le reazioni sul destino della metro, che se da un lato "incassa" la mancata sospensiva da parte del Tar ai lavori nella zona dell'ospedale, dall'altro deve fare i conti con l'operatività del vincolo al passaggio della linea tramviaria leggera per via Roma e su su fino al capolinea, previsto a piazza Palazzo. Dura la reazione del capogruppo della Margherita in Consiglio comunale, Goffredo Palmerini, secondo cui «questa metropolitana rischia di diventare la madre di tutte le incompiute». Ma l'esponente della Margherita teme soprattutto le pesanti conseguenze che porterà ai cittadini «la sciagurata scelta dell'amministrazione Tempesta di realizzarla. Un'opera progettata fuori da qualsiasi logica di pianificazione del traffico e della mobilità cittadina, con un tracciato passante per via Roma che ogni argomentazione ragionevole dell'opposizione e dell'opinione pubblica per cambiarlo mai ha trovato accoglienza, con lavori talvolta affidati senza le prescritte autorizzazioni. Ritardi e sospensioni dei cantieri che graveranno per milioni di euro di danni sulle casse del Comune. E quando sarà finita, semmai si completerà, se non si deporteranno coattivamente ogni giorno almeno 20 mila aquilani al capolinea per farli salire sul tram, il disavanzo del servizio peserà anch'esso sul Comune, oltre il salato canone annuale pagato al concessionario dell'opera». Palmerini ricorda anche che dopo essersi tanto vantata «con l'esposizione del trenino lungo il Corso, ha sempre "tirato diritto", con una determinazione degna di miglior causa». E si augura che i cittadini comincino a pensare alle amministrativa dell'anno prossimo e si regolino anche per il 9 aprile dando un voto che sia «un segnale preciso di cambiamento per l'Italia ma anche per L'Aquila». Invece la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, ha chiesto al sindaco Tempesta di sospendere i lavori di realizzazione della linea tranviaria, che passa vicino a palazzo Quinzi, «come da diffida inoltrata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il paesaggio d'Abruzzo al competente settore Opere pubbliche del Comune». La Pezzopane teme che i lavori possano «causare gravi danni alla staticità degli immobili ubicati in via Roma e sottoposti a vincolo diretto» e tra questi palazzo Quinzi (edificio sottoposto a vincolo monumentale) di proprietà della Provincia «e attualmente interessato da lavori di restauro e ristrutturazione per un importo di oltre un milione di euro». E minaccia di «adottare i conseguenti provvedimenti» se i lavori dovessero causare all'immobile di proprietà «qualsiasi manifestazione di dissesto statico e di danneggiamento».