L'AQUILA - «Il malcostume continua: non è servita la lezione amara degli ultimi mesi. Si è proceduto all'assunzione di mille portaborse che hanno avuto una corsia preferenziale rispetto ai giovani meritevoli di questa regione». Mentre Pierferdinando Casini parla gli squilla il cellulare, con una suoneria particolare. «È una marcetta in onore delle Forze Armate» dice divertito. Ma il "siparietto" dura poco e non stempera l'attacco frontale del leader Udc, in visita in Abruzzo insieme al candidato presidente della Regione, Rodolfo De Laurentiis. Il tema che sceglie Casini è quello dell'assunzione dei portaborse in Regione approvata in extremis nell'ultima seduta del Consiglio. «Francia o Spagna purché se magna - incalza - Dopo la prova deludente della destra, dopo quella della sinistra, se qualcuno voleva dimostrare di aver capito qualcosa ha perso l'occasione». Si dice convinto di rappresentare l'unica coalizione fuori dal coro, perché gli altri «cantano nel coro di chi ritiene che le cose possano continuare come con Pace o con Del Turco». Ma Casini ne ha anche per il Pd, a lungo accostato all'Udc in un possibile nuovo asse politico. «Il Pd aveva buoni propositi, ma poi si è piegato all'intimidazione ricattatoria di Di Pietro. Sappiamo che c'è malumore in tanti dirigenti: a questi facciamo appello e ai tanti del Pdl che ritengono che in Abruzzo debbano decidere gli abruzzesi e non Berlusconi». L'obiettivo di Casini è avere un «risultato significativo e importante» e per raggiungerlo fa appello a un «Abruzzo che non ha tessera perché si identifichi in un polo diverso». Casini è arrivato all'Aquila a metà mattina. In un bar della piazza ha incontrato aderenti al partito e simpatizzanti. Poi ha deciso di fare un giro al mercato. Ha stretto tante mani, ha acquistato due maglioncini (uno rosso e uno bianco) per la piccola figlia Caterina, ha ricevuto i complimenti di un'anziana («È più bello dal vivo che in tv»), ha raccolto le istanze di un'altra "vecchietta" («Fate le cose per bene, sono sola e senza pensione») e ha persino calpestato inavvertitamente le zampe di un cane che stava riposando tra le bancarelle. Il giro tra gli ambulanti è durato poco, quanto è bastato per «sincerarsi» della bontà dei prodotti agricoli e correre all'incontro programmato in Provincia, non senza aver tagliato il nastro del comitato di De Laurentiis, in pieno centro. Casini ha voluto toccare rapidamente anche temi nazionali. «Altro che battute su Obama o baggianate - ha detto - Chiediamo al Governo un provvedimento d'urgenza per le famiglie italiane». Il riferimento è ai dati della produzione industriale, in forte calo nei primi nove mesi dell'anno. Casini è poi andato nella Marsica, a Tagliacozzo, dove ha detto "no" alla chiusura dell'ospedale. Poi in serata è stato al teatro Fenaroli di Lanciano. Ad accompagnarlo nel tour abruzzese è stato De Laurentiis, che come al solito ha puntato i suoi interventi sul programma della coalizione Udc-Udeur. «Non trovo nei due blocchi di potere che hanno governato male l'Abruzzo alcun segno di discontinuità. L'idea di fondo è che vogliamo ricostruire la regione. Proponiamo una grande agenzia regionale per lo sviluppo economico nella quale immettere gli enti». De Laurentiis ha annunciato una serie di misure per l'economia e lo sviluppo, soprattutto con l'aiuto alle imprese del territorio e l'incentivazione di nuovi investimenti. «La riorganizzazione degli enti serve a recuperare risorse per lo sviluppo economico e l'abbassamento delle tasse». Poi l'assalto finale: «Non abbiamo nulla a che vedere con il modo di fare politica degli ultimi due governi regionali. Le assunzioni dei portaborse sono una vergogna. In Abruzzo il rapporto tra dipendenti pubblici e cittadini è il doppio della Lombardia. Chiediamo di cancellare subito questo provvedimento». Oggi intanto a Pescara torna il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, a sostegno di De Laurentiis. Appuntamento alle 19 allo stabilimento "Quattro vele".