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Data: 11/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Rutelli: tanti gli indecisi, possiamo vincere. E Costantini stronca Chiodi: «Non ha un programma, mi batto contro il nulla»

Il leader nazionale su Del Turco «Non posso credere alle tangenti» Il Pdl: «Contraddicono se stessi»

TERAMO. Il Pd e Carlo Costantini sanno bene che il vento è contrario e, negli ultimi chilometri della gara per la Regione, sono pronti a pedalare più forte. Pedalare più forte significa anche chiamare a raccolta gli elettori con i toni dell'appello accorato e convincerli che nulla è perduto. Francesco Rutelli conclude così il suo discorso a Teramo: «Avete venti giorni, mettetecela tutta! La partita è aperta». Poco prima di lui, Costantini scandisce: «La vittoria è possibile e non è neanche troppo lontana, checché ne dicano i sondaggi».
Ma nell'evento elettorale di ieri, servito a presentare i candidati teramani del Pd (i big Claudio Ruffini e Angelo Sperandio, gli uomini di partito Giuseppe Di Luca e Guerino Prosperi, le novità Monica Bovolenta, Manuela Di Domenico, Antonio Ioannone e Michele Di Paolantonio), non ci sono solo il richiamo all'identità di coalizione e l'ottimismo più o meno di maniera. C'è anche un attacco durissimo di Costantini a Chiodi, sferrato proprio in casa dell'avversario.
Chiodi? Non esiste. Costantini parte da un fatto appena avvenuto in Parlamento. «I parlamentari di centrosinistra», dice, «hanno presentato un emendamento per dare anche all'Abruzzo l'aiuto dato ad altre Regioni fortemente indebitate per la sanità: un prestito di 300 milioni per spalmare il debito nel tempo. Ebbene, i parlamentari del centrodestra hanno votato contro. Vorrei sapere cosa dicono Chiodi e i suoi di questo. Sul debito sanitario avranno un asso nella manica. Perché non ci dicono qual è?». Da qui parte l'affondo. «La verità», dice Costantini, «è che il mio avversario non ha contenuti, non ha un rigo di programma per l'Abruzzo. Non ci dice cosa vuol fare ed è gravissimo, perché poi avrà le mani libere per fare qualsiasi cosa». E ancora: «Addirittura Chiodi è sparito dal simbolo della coalizione, nel loro c'è scritto Berlusconi. Io non ho un avversario, finora mi sto confrontando contro il nulla. Nel 2004 Chiodi ha copiato il programma da candidato sindaco, stavolta neanche quello. Forse il programma ce l'ha Berlusconi e glielo manda dopo le elezioni...»
Sondaggi e indecisi. Costantini sminuisce il sondaggio diffuso ieri, che dà Chiodi in netto vantaggio. «Pare fatto apposta per alimentare le loro speranze», dice, «e guarda caso viene fuori mentre il centrosinistra vince in Trentino. La cosa importante, semmai, è che il 35 per cento degli abruzzesi non vuole andare a votare. Loro sono il primo partito. Ebbene, dobbiamo convincerli che noi siamo il nuovo, che siamo in grado di rompere le vecchie logiche». E qui Costantini mette a confronto le liste del centrosinistra con quelle avversarie, che secondo lui contengono «tutto il vecchio e tutto il peggio dell'Abruzzo». Stefania Misticoni, nominata coordinatore della campagna elettorale nel Teramano, fa considerazioni simili: «Il nemico da battere è l'astensionismo, non Chiodi». E Rutelli rilancia il tema, allargandolo allo scenario nazionale e mondiale: «Nulla è scontato nelle elezioni abruzzesi, c'è un'area d'incertezza molto larga e se voi siete bravi a condurre questa campagna... Il vento che ha spinto Berlusconi presto girerà, sta già girando. Obama è il segno che si può cambiare. E visto il Trentino? Dovete far passare il messaggio di un nuovo inizio, basato su due cose: il candidato presidente, che è quello giusto, e il successo del Pd».
Lo scandalo sanità. L'arresto di Del Turco è un'ombra che continua ad allungarsi sul centrosinistra. Rutelli, davanti alle tv, a Teramo dichiara: «È stato un grande dispiacere. Io non posso pensare che Del Turco abbia preso tangenti, lo dico sinceramente. Bisogna avere fiducia che tutto sia fatto con le garanzie per l'accertamento della verità. Comunque, che ci fosse tanto da cambiare nella sanità abruzzese, ancor prima di Del Turco, era evidente». Nel suo discorso, Costantini batte su un concetto: «Finora non siamo riusciti a far capire la verità, gli arresti hanno fatto pensare che la parte sbagliata fossimo noi. La verità è che questo scandalo nasce sotto il centrodestra. Poi è stata una parte minima del centrosinistra a continuare certi metodi ma la maggior parte del centrosinistra ha denunciato, si è battuta per cambiare le cose». In serata, arriva dal Pdl il controcanto a Rutelli. Gaetano Quagliariello dichiara: «Il centrosinistra in Abruzzo resta in pieno marasma. Oggi Rutelli si dice sinceramente convinto che Del Turco non possa aver preso tangenti; appena una settimana fa il candidato dipietrista Costantini, che a quanto pare è sostenuto anche dal Pd, aveva emesso a mezzo stampa una sentenza di condanna definitiva nei confronti dell'ex presidente della Regione. Su una cosa, però, Rutelli e Costantini concordano: in Abruzzo c'è bisogno di cambiare aria. Gianni Chiodi», conclude Quagliariello, «sarà ben lieto di accontentarli».
Gli studenti. Anche la protesta della scuola è entrata nell'evento elettorale del Pd. Il primo a parlare ieri è stato infatti Marco Cozzi, 17 anni, un rappresentante degli studenti che a Teramo stanno protestando contro il decreto Gelmini.

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