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Pescara, 30/04/2026
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Data: 11/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Aeroporti nel caos l'ira dei passeggeri. Deputati a piedi e in fuga. Salta il numero legale a Montecitorio

FIUMICINO (Roma). Passeggeri lasciati a terra con i bagagli già imbarcati, passeggeri che agitavano il loro inutile biglietto, check-in deserti e tabelloni scomsolamente fermi sul «canceled». Ieri è cominciato il caos neigli aeroporti italiani. File interminabili a Fiumicino per arrivare alle due impiegati Alitalia le uniche che davano informazioni su quando potranno finalmente partire. «Questa è l'Italia dei diritti, non dei doveri» - si sfogava Dragos Petrescu, passaporto romeno, reduce da una conferenza a Firenze e bloccato dalle 14 in aeroporto con la moglie Cristina. Tra l'altro, sul mio volo per Bucarest erano già stati imbarcati i bagagli».
Abel Abugu, nigeriano, spiega che «a Lagos, la mia capitale, una cosa del genere non sarebbe mai potuto accadere. E poi là ti avrebbero almeno offerto uno spuntino, se non addirittura un pasto e altri generi di conforto».
Un gruppo di 18 giapponesi: «Italia ok, ma Alitalia terribile. Mai più, davvero mai più voleremo con questa compagnia». In una fila, lunga un centinaio di metri, alzava la voce Massimo Bello, sindaco di Ostra Betere (Ancona): «E' assolutamente scandaloso e vergognoso che si debbano aspettare i comodi di un gruppo di persone che attua uno sciopero bianco senza preavviso, bloccando così migliaia di persone».
Più che infuriati, arrabbiati ed esasperati i passeggeri anche le persone rimaste bloccate a Linate. «Ma almeno ci dicessero qualcosa - hanno ripetuto i passeggeri in fila - continuano a ripeterci di attendere, se sapessimo cosa sta accadendo esattamente potremmo decidere anche noi qualcosa». A mezza sera i voli cancellati eranoo 22 in partenza e 23 in arrivo.
Lo sciopero del personale Alitalia ha messo a dura prova anche la Camera. Parecchi deputati, specie quelli che provenivano dalle parti più lontane del Paese, non sono riusciti a raggiungere Montecitorio, dove a partire dalle 16 erano previste le votazioni sulla legge di Bilancio e sulla legge Finanziaria. Votazioni che sono iniziate più tardi: votando con il sistema elettronico per il quale c'è l'accertamento del numero legale. Molti deputati, specialmente quelli delle regioni più vicine al Lazio, hanno raggiunto Roma in automobile invece che con il treno che normalmente utilizzano per spostarsi. «Siamo venuti insieme in macchina per essere sicuri di partecipare alle votazioni».

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