| |
|
| |
Pescara, 25/06/2026
Visitatore n. 755.350
|
|
|
|
|
|
|
12/11/2008
Il Centro
|
Ferrovia, continua l'odissea dei pendolari. La Roma-Pescara bloccata da un guasto, ritardi a catena dei treni. Disagi e proteste dei viaggiatori. Caduto nel vuoto l'appello del presidente della Provincia |
|
Trasporti in Abruzzo. Le critiche più aspre dagli studenti costretti a saltare le lezioni AVEZZANO. Martedì nero per i pendolari marsicani della Roma-Pescara. Ieri, un guasto sulla linea ferroviaria rilevato dal sistema di controllo marcia treni (Scmt), nei pressi di Tivoli, ha causato lo stop forzato, per oltre 2 ore, del convoglio 2372 e ovviamente sconvolto la tabella di marcia dei treni successivi. Disagi che hanno scatenato la protesta dei passeggeri, soprattutto degli studenti. L'odissea dei pendolari abruzzesi continua. Ieri mattina il treno in partenza dalla capitale alle 7,46 e diretto a Pescara, dopo qualche chilometro di marcia, giunto all'altezza di Bagni di Tivoli è stato costretto a fermarsi per un guasto sulla linea. «In un primo momento» raccontano alcuni pendolari inviperiti «Trenitalia aveva annunciato il fermo forzato del convoglio per una quarantina di minuti, ma in realtà il treno è stato bloccato quasi due ore». Secondo quanto raccontato da alcuni pendolari del Lazio che per motivi di lavoro o di studio raggiungono la Marsica ogni mattina, il 2372, avrebbe ripreso a marciare sulle rotaie solo intorno alle 10,10, dopo il blocco avvenuto intorno alle 8,30. «Non hanno provveduto neppure ad attivare dei pullman sostitutivi. Questo significa non avere nessun rispetto per i cittadini-utenti che, per Costituzione, hanno il diritto di avere un servizio di trasporto pubblico efficiente» incalzano i pendolari che ieri se la sono presa soprattutto coi capotreni. Personale di Trenitalia che ha avuto un bel da fare per tentare di sedare gli animi durante la lunga attesa. Le ripercussioni causate dal blocco forzato del convoglio mattutino sono state ad ampio raggio. Ad andare in tilt è stato l'intero sistema ferroviario che colega Abruzzo e Lazio. Anche per i pendolari dei cosiddetti treni metropolitani non sono mancati i consueti disagi. Solo nel pomeriggio i ritardi sono stati contenuti e in qualche caso azzerati. Ma le proteste contro Trenitalia fioccano. I più agguerriti sono gli studenti universitari che, per colpa dei continui ritardi, spesso sono costretti anche a saltare gli esami e le lezioni. Lo scorso ottobre un gruppo di giovani, esasperati dai continui disagi sulla Roma-Pescara, avevano minacciato di non pagare più biglietti nè abbonamenti per viaggiare in treno. Sul problema, qualche giorno fa, è scesa in campo anche la Provincia proprio per sostenere le richieste degli studentia marsicani. «Credo sia giunto il momento di passare alle maniere forti con chi gestisce le ferrovie» ha detto il presidente Stefania Pezzopane, «facendo valere gli accordi sottoscritti con la Regione. Se Trenitalia e Ferrovie dello Stato non sono in grado di rispettare le convenzioni regionali sui trasporti» è andata giù duro il presidente «allora si proceda al loro annullamento e si chieda il risarcimento dei danni causati non a singoli passeggeri, ma a intere comunità».
|
|
|
|
|