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Pescara, 30/04/2026
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Data: 12/11/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Incubo rotatorie, pericolose e fuorilegge. Fuori misura, privi di segnaletica e illuminazione: gli agenti bocciano i rondò

C'è quella ampissima sulla Tiburtina nei pressi dell'aeroporto - con sopra in bella mostra l'aereo della guardia costiera - e c'è quella all'incrocio tra via Doria e via Bardet, talmente stretta che al porto l'hanno ribattezzata "la girella"; c'è quella "a savoiardo" all'inizio della Tiburtina - vero rompicapo per camionisti e autisti d'autobus - e, novità assoluta, è in arrivo quella "in discesa" sul lungofiume Paolucci all'incrocio con via Gobetti.
Così è se vi pare. Il catalogo delle rotatorie a Pescara non difetta certo di fantasia ma in quanto a sicurezza il discorso cambia: non ce n'è una che abbia superato a pieni voti la verifica della Polizia municipale. Non c'è rotatoria che sia stata concepita, progettata e realizzata con il parere degli esperti vigili urbani e ciò basta a spiegare tanta diversità.
Le rotatorie aperte al traffico nonostante i lavori in corso rappresentano un pericolo da codice rosso perché prive di segnaletica orizzontale e verticale, per non parlare dell'illuminazione inadeguata o del tutto assente.
Disarmante, in tal senso, la risposta della della polizia municipale: «Le rotatorie? Ci ha pensato l'ufficio tecnico in autonomia, noi non siamo mai stati interpellati per progettazione e realizzazione». Non serve aggiungere altro per spiegare gli incidenti, all'ordine del giorno nei pressi dei rondò. Va bene che i pescaresi al volante sono a volte distratti o spregiudicati - lo sanno a loro spese pedoni e ciclisti - ma un cartello, un lampione e una striscia bianca sull'asfalto aiuterebbero a prevenire pericolosi tamponamenti.
«Basterebbe un filo di buon senso per mettere a norma diverse rotatorie oggi a rischio, senza arrivare a quanto fatto dalla Provincia di Padova che ha pubblicato un testo di 170 pagine per regolamentare i rondò» hanno detto al comando di via del Circuito. «Le regole essenziali fissano parametri per circonferenza e diametro in base al tipo di strade che s'incrociano e al flusso di traffico che lì confluisce. Ci vuole equilibrio nelle proporzioni e nei dettagli, ma in città nessuna rotatoria è nata sulla base di una simile istruttoria». In pochi anni Pescara ha visto una straordinaria moltiplicazione di rondò - i più recenti all'ex Aurum, in via del Santuario, in via Cavour, nei pressi dell'Università, a via del Circuito su largo Pierangeli e al ponte della Libertà; tra via Caravaggio e Salita Zanni, al tribunale nuovo - senza comun denominatore per regole e sicurezza.
La domanda semplice e banale per le nuove rotatorie sul lungofiume è la seguente: senza illuminazione e segnaletica, in caso di incidente chi ha torto e chi ragione? Chi paga i danni? Le proteste di operatori commerciali e residenti, accolte dal consiglio comunale, hanno convinto assessore e tecnici a rimettere mano alla situazione. Non sarebbe male rivedere anche il resto. Una lettera firmata da "un cittadino qualunque" punta l'attenzione sulla rotatoria che separa corso Vittorio Emanuele, via Quarto dei Mille, viale Bovio e via Michelangelo. «Soprattutto all'incrocio di corso Vittorio sono avvenuti numerosi incidenti e tanti ne sono stati evitati - scrive il lettore - perché chi arriva, in assenza di rallentamenti, procede dritto senza fermarsi. Prima che accada qualcosa di veramente serio e irreparabile, qualcuno si è fatto carico del problema? Al contrario, al rondò in fondo a viale d'Annunzio, prima dei pompieri, il restringimento della corsia è stato disegnato ma questo fa in modo che gli autobus debbano spesso salire sul marciapiede di destra o sullo spartitraffico a sinistra. E se passa un autoarticolato?». Assessore e tecnici sono avvisati.



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