ROMA. Divise sia sulla diagnosi che sulla terapia per Alitalia, maggioranza e opposizione su una cosa sembrano d'accordo: gli scioperi selvaggi non possono che complicare le cose. «Nessuna novità - si limita a commentare Berlusconi - i miei ministri hanno già dato un giudizio e non posso che confermarlo». Si riferisce con tutta probabilità alle parole con cui il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha ieri minacciato di ricorrere al codice penale contro chi continuerà a scioperare fuori dalle regole. Ma anche il Pd concorda: il governo ha sbagliato fin qui su Alitalia, ma ora adotti tutte le sanzioni previste per chi viola la legge. A tenere le porte aperte ai ribelli resta così solo Di Pietro che, pur riconoscendo la violazione delle regole, invita il governo a «non sbattergli la porta in faccia con arroganza».
Massimo D'Alema avverte invece che gli scioperi spontanei e senza preavviso sono «una forma di lotta dannosa innanzitutto per i lavoratori che la praticano». E si augura «una soluzione che non danneggi i cittadini e gli utenti». E Francesco Boccia (Pd), avverte che «questo non è uno sciopero, ma un atto di violenza nei confronti del Paese» e dunque è arrivato il momento di «far rispettare le leggi».
Certo non cambia il giudizio negativo del centrosinistra sul modo in cui la vicenda Alitalia è stata condotta fin qui da Berlusconi. E anzi il Pd chiama il governo a riferire in aula sulla situazione in cui versa l'Alitalia. «Il governo nei mesi passati ha sbagliato - ricorda infatti Antonello Soro - ed i sindacati hanno perso, a marzo, una grande occasione nel non chiudere un accordo con Air France». Detto questo, aggiunge però il capogruppo del Pd, «non credo che lo sciopero aiuti la trattativa anzi fa precipitare la situazione». E Anna Finocchiaro sottolinea che la posizione di Cai e la sua appetibilità per un partner straniero «sta diventando più fragile». Chi spara a zero contro piloti, hostess, ma non solo, è Umberto Bossi: «Se non vogliono lavorare non possono creare tutti questi problemi. Chi non ha voglia di lavorare stia a casa direttamente. E non si tratta - aggiunge poi ermetico - solo dei piloti, ce ne sono tanti di piloti in giro... Che stiano a casa perché non si può mettere così in difficoltà la gente. Questa storia - conclude - rompe le balle agli imprenditori e ai cittadini che viaggiano». Per la Lega la cosa importante è solo difendere Malpensa e dunque, ripete Bossi: «Noi vogliamo Lufthansa».