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Pescara, 25/06/2026
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Data: 13/11/2008
Testata giornalistica: Trambus
Contratto della mobilità. Lo sciopero non scioglie il nodo. Ancora distanti le posizioni delle parti. Il governo: «cambiamo subito le regole per i servizi pubblici»

Città in tilt, treni fermi, metropolitane chiuse e bus ridotti al lumicino. Lunedì praticamente tutto il comparto della mobilità è rimasto paralizzato dallo sciopero generale dei trasporti tanto da spingere il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a chiedere di mettere mano al più presto alle norme che regolano il diritto di sciopero nei servizi pubblici. In soldoni una nuova spinta al disegno di legge delega che è già in discussione al Parlamento. Sta di fatto che l'ennesimo blocco, il terzo, dei trasporti non ha smosso di un passo le posizioni delle parti. Già ieri, con lo sciopero a pieno regime e con le città collassate, l'Asstra ribadiva la sua disponibilità ad aprire subito il solo confronto per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro degli autoferrotranvieri, "unico contratto di lavoro di cui siamo responsabili", bollando la vertenza per il contratto unico come un ingiustificabile conflitto "che si abbatte su un sistema industriale che assicura un servizio sociale essenziale alla mobilità di oltre 15 milioni di persone al giorno" e che, secondo le imprese, comporterebbe un aumento del 20 per cento dei costi. Diametralmente opposta la visione dei sindacati che invece parlano di un aggravio che si aggira intorno al 6 per cento e accusano a loro volta l'Associazione di mantenere una posizione incomprensibile. "L'Asstra, replica la Fit- Cisl, eviti inutili richiami ad una fantasiosa disponibilità di rinnovo limitata ai soli autoferrotranvieri. Non è una questione di campo". Posizione ribadita anche dalla Filt- Cgil, che aggiunge: "E' intollerabile che, a quasi un anno dalla scadenza dei contratti e a nove mesi dalla presentazione della piattaforma sindacale, non ci sia ancora stato l'avvio del tavolo della trattativa", e punta il dito sulle "responsabilità delle controparti che oppongono un rifiuto al negoziato, basato su una bugia che distorce i contenuti della piattaforma, attribuendo costi aggiuntivi al rinnovo contrattuale che - dice - come abbiamo più volte dimostrato, non ci sono".

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