L'effetto-Trentino e l'intesa svanita che potrebbe rifiorire alle provinciali
PESCARA - Il sasso nello stagno l'ha gettato Massimo D'Alema, l'altra sera all'Aquila: «Che peccato, con l'Udc potevamo allearci. Credo che un nuovo centrosinistra lo si costruisca anche attraverso il dialogo con l'Udc». A breve giro di agenzie di stampa, la risposta di Lorenzo Cesa, da Pescara: «Peccato sì, ma hanno sbagliato candidato, hanno puntato su Di Pietro più che su Costantini. Non potevamo che andare soli, a quel punto». Insomma, l'effetto-Trentino pesa sulle elezioni abruzzesi più di quanto non si dica: il successo della coalizione di fatto centrosinistra+Udc aumenta in più di un politico Pd il rimpianto per l'analoga operazione tentata, ma fallita, in Abruzzo. Anche per questo il risultato delle elezioni abruzzesi varrà come test per le elezioni successive. Pierferdinando Casini si è già portato avanti con il lavoro, lanciando fin d'ora la candidatura di Enrico Di Giuseppantonio alla presidenza della Provincia di Chieti, alle consultazioni di primavera. Come noto, il Pd abruzzese si era detto disposto a sostenere Di Pietrantonio in tempi non sospetti, quindi la mossa di Casini potrebbe preludere a un'eventuale ripresa dei discorsi interrotti. Ripresa che insospettisce l'Italia dei Valori, attuale alleato principale del Pd, il cui parlamentare Carlo Costantini è il candidato governatore del centrosinistra. Di Pietro tuona, Leoluca Orlando insiste: «Nella vicenda abruzzese è molto importante notare che tra IdV e Pd c'è un'alleanza strategica. La forza dell'alleanza nasce proprio dalla diversità tra i due partiti». In casa Pd frena su future intese con l'Udc Rosi Bindi, ma sul versante centrista c'è Bruno Tabacci che decisamente accelera. Insomma, situazione in movimento, situazione che potrebbe trarre ispirazione dal risultato elettorale abruzzese. Tanto che il vice presidente dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, sente puzza di bruciato: «Alla luce delle dichiarazioni di Orlando e D'Alema è più chiaro il senso della partita che si sta giocando in Abruzzo. Da un lato si rivendica l'alleanza strategica tra IdV e Pd, pur se è evidente che sulle drammatiche vicende che hanno interessato la Regione i due partiti hanno giudizi diversi e idee diverse su coe uscire fuori dal tunnel. Dall'altro c'è il rammarico di D'Alema per la mancata alleanza con l'Udc. Insomma, la novità sarebbe quella di formare una nuova coalizione non meno frammentata dell'Unione di Prodi, assolutamente inadeguata a fronteggiare la gravità della crisi». Pare evidente che il risultato del Trentino ha di colpo risvegliato l'attenzione di tutti sulle potenzialità di successo che un'alleanza tra le attuali opposizioni al Governo Berlusconi, quella del centrosinistra e quella dell'Udc, potrebbe ottenere. Walter Veltroni e Pierferdinando Casini lo sanno, e aspettano si scoprire cosa accadrà in Abruzzo per decidere come, con