L'AQUILA. E' giallo sui risultati della votazione dei due emendamenti di assunzioni di oltre mille precari, tra i portaborse assunti con chiamata diretta, approvati tra le polemiche e in un clima di grande confusione dal Consiglio regionale nella seduta di venerdì (nella foto). Nessuno conosce oggi ufficialmente (neppure alcuni degli stessi consiglieri regionali), e senza un motivo valido, l'esito della votazione dei due provvedimenti licenziati con i voti del centrosinistra. Soprattutto quello "tutti dentro", che dispone l'assunzione a tempo indeterminato, oltre che dei precari della Regione (300), delle Asl (700) e delle agenzie e degli enti strumentali, del personale politico, una settantina, dei gruppi consiliari e degli assessorati.
Ieri, a cinque giorni dalla discussa seduta, l'ufficio di presidenza non aveva ancora reso pubblico il verbale: ai consiglieri che chiedevano spiegazioni, è stato riposto che bisogna attendere ancora. Il capogruppo di Rifondazione comunista, Daniela Santroni, che ha votato no all'emendamento "tutti dentro", insieme ai consiglieri di maggioranza Maria Rosaria La Morgia, Angelo Orlando, Bruno Evangelista e Gianni Melilla, ha invitato il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli ad accelerare i tempi. In questo clima, il coordinatore regionale dell'Italia dei Valori, il senatore Alfonso Mascitelli, prevede che i provvedimenti per l'assunzione dei precari saranno «certamente osservati» dal Governo davanti alla Corte Costituzionale. Della questione infatti si è già parlato nelle aule parlamentari. «Ritengo che questa polemica sulla stabilizzazione del precariato sia strumentale», spiega. «La legge impostata in fretta per le vicine elezioni, sarà sicuramente impugnata dal governo nazionale per carenza di risorse economiche e difetti di competenza in quanto approvata da un consiglio sciolto che quindi ha competenza solo per atti urgenti ed indifferibili. Ci sono stati incontri con componenti della commissione bilancio di Camera e Senato, i quali ritengono che non ci siano le condizioni perché la norma possa passare così com'è».
Tornando al giallo, ieri gli uffici hanno autorizzato i consiglieri a prendere visione del brogliaccio della seduta, dove però non ci sono i risultati della votazione. Un fatto anomalo che evidenzia le difficoltà a ricostruire le concitate fasi della seduta, al termine della quale molti consiglieri e gli stessi precari presenti in aula non avevano capito che cosa fosse stato approvato. «Ci hanno risposto ancora una volta che ci stanno lavorando» spiega la Santroni, che ha ricordato che con l'anagrafe degli eletti, inserita nella manovra di bilancio approvata venerdì, che tra le altre cose, prevede il voto elettronico,"non sarà più consentita la poca trasparenza che si è verificata con i provvedimenti sui precari".