PESCARA - Mentre i candidati governatori passano da una manifestazione all'altra, da una trasmissione televisiva all'altra, è in pieno svolgimento, sotterraneamente ma non tanto, la battaglia delle preferenze interna ad ogni lista in competizione per il Consiglio regionale. Quella più aspra si combatte forse tra i Pd di Pescara: ci sono i potenziali 15mila voti di Donato Di Matteo che fanno gola a tutti. Fin qui Di Matteo s'è mostrato offeso a morte per l'esclusione dalle liste, e quindi lontano dalla campagna elettorale: 15mila voti in meno, i suoi, nel bilancio del Pd e del centrosinistra tutto, vorrebbero dire sconfitta certa. Ora pare, invece, che più o meno informalmente Di Matteo potrebbe orientare buona parte dei suoi voti su Marinella Sclocco, già peraltro forte di suo. Questo consentirebbe alla Sclocco di superare due presidenti uscenti, quello del Consiglio, Marino Roselli, tradizionalmente in quota-D'Alfonso, e quello supplente della Giunta, Enrico Paolini. Uno dei due potrebbe restar fuori. Sempre a Pescara, scontro serrato anche in casa Pdl, dove si confrontano calibri quali Alfredo Castiglione, Nazario Pagano, Lorenzo Sospiri, Maurizio Teodoro e Nicoletta Verì: qualcuno resterà fuori. All'Aquila i sondaggi diffusi da Sky avevano depresso il Pd, visto il dato negativo affibbiato al centrosinistra della provincia aquilana, ritenuto diretta conseguenza dell'effetto-Del Turco in Marsica. Ma l'ovazione tributata al capolista Mimmo Srour durante la manifestazione con D'Alema ha riacceso più di un entusiasmo: forse i democrat aquilani hanno trovato una nuova leadership. A Chieti cova speranze La Destra con la scelta del sempre popolare Nicola Cucullo capolista, a Pescara analoghe speranze cova La Sinistra con Gianni Melilla, anche se teme che qualcuno possa non riconoscere il simbolo del nuovo partito e scrivere "Melilla" accanto al simbolo del Pd. Sorprese dell'urna.