Non stupisce che Pescara figuri in un libro dal titolo "Città fuori dal caos". Veloce, ma anche "light" se si bada la leggerezza dei rapporti economico-sociali o alla forza d'attrazione esercitata sul resto della regione. Pescara ha caratteristiche che suggeriscono il caos nel quale va cercato un ordine. Un contributo hanno tentato di darlo Riccardo Pulselli ed Enzo Tiezzi, rispettivamente allievo e maestro, membro e guida del gruppo di ecodinamica della facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali dell'università di Siena. Pulselli ha presentato il volume nella sala "Figlia di Jorio". Sede non casuale, visto che la collaborazione tra la Provincia e il gruppo di ricercatori guidato dal professor Tiezzi risale al 2003, e ha prodotto altri due studi sulla sostenibilità nella provincia di Pescara. «Si tratta di ricerche - spiega il professor Pulselli - con cui si tenta di valutare lo sviluppo del territorio secondo alcuni indici di sostenibilità. E di capire il modo in cui quel territorio sfrutta le risorse ambientali a disposizione, che sono sempre inferiori ai livelli di consumo tipici dei paesi industrializzati. Tale squilibrio altera il rapporto tra l'uomo e la natura, compromettendo irrimediabilmente la disponibilità di risorse future».
Anche nel nuovo lavoro, i due studiosi affrontano il tema della sostenibilità, concentrandosi però sui sistemi urbani. Citando l'"ordine fuori dal caos" del nobel per la chimica Ilya Prigogine, che sta alla base della teorie della complessità, la città viene considerata come un organismo vivente, un sistema che respira, si nutre, assume una propria identità e comunica.
Il caso di Pescara è stato analizzato dal punto di vista della mobilità urbana, con un sistema rivoluzionario: su un territorio che si estende sui 40 km di costa tra Francavilla e Pineto, e all'interno lungo le valli del Tavo e del Pescara, sono stati monitorati gli spostamenti della popolazione seguendo le tracce dei telefoni cellulari. Ne viene fuori una specie di censimento dinamico con cui è possibile analizzare i flussi dalle zone interne verso la costa e viceversa, in qualunque stagione dell'anno ed a qualsiasi ora. «La ricerca ha prodotto risultati significativi - continua Pulselli - descrivendo l'organizzazione di un'area di tipo metropolitano, cioè di un sistema integrato di città e infrastrutture. L'obbiettivo perseguito è quello di fornire una visione estesa del territorio pescarese, che superi gli ambiti locali e aiuti a sviluppare nuovi strumenti di monitoraggio, utili per orientare le scelte dei futuri piani territoriali». L'assessore provinciale all'ambiente, Sante Di Paolo, aggiunge: «I dati completi sulle dinamiche della mobilità urbana nell'area metropolitana pescarese saranno presto raccolti in un volume che presenteremo a gennaio prossimo».