Gobetti-lungofiume Paolucci: rondò o non rondò, questo è il problema. Ed è un problema davvero, dato che non si riesce a capire a chi e quanto giovano e se sono o meno regolari. Se da un lato, infatti, il consiglio comunale ha espresso le sue perplessità in merito, dall'altro l'assessore al traffico, Antonio Blasioli, continua a difenderle. Ma d'altronde una rotatoria, in questo caso due, come un qualunque intervento sull'urbanistica, dovrebbe essere innanzitutto accettata e apprezzata da chi la città la vive. Allora la risposta potrebbero darla proprio loro, i cittadini, i pendolari e tutti quelli che per svariati motivi attraversano i due rondò quotidianamente. Ecco le loro voci. «Per me sono uno scempio, da buttare giù e rifare - commenta una signora sorseggiando un caffé nel bar - Qualcuno prima o poi ci si ammazza». Lo stesso timore è espresso dalla signora Marta, mamma di due ragazzi: «I miei figli vengono spesso a ballare al Megà, sono preoccupata che uscendo di lì, al buio, non vedano la rotonda e ci vadano contro». «Io, nel dubbio, preferisco andare in giro a piedi», è il commento di Alessandra, commercialista con studio a Portanuova. «Ci sono code lunghissime che partono da via Gobetti verso il lungofiume ed è continuo strombazzate di clacson e frenate brusche» aggiunge la signora Rita, che abita in zona.
Dello stesso parere sembrano essere anche i negozianti, che bocciano i rondò all'unisono. «Non dico che non servissero, però serviva farli almeno con un po' di accortezza - fa sapere un dipendente del negozio Vodafone - Così intralciano il traffico». «Ne bastava una sola e piccola» aggiunge il suo collega. Secondo i più, dunque, il problema traffico è rimasto irrisolto e le dimensioni delle rotonde andrebbero riviste? «Proprio così, se fossero state fatte per bene potevano essere utili, ma in questo modo sono solo un intralcio - spiega il proprietario della tabaccheria di fronte alla rotatoria - In più i posti auto qui di fronte sono a rischio: chi viene in una zona commerciale senza poter parcheggiare?». «Dovrebbero pensare anche a noi e, considerando il periodo non brillante che vive l'economia, non crearci nuovi problemi» sentenzia il titolare della Zucchetti. «Vorrei tanto conoscere l'ingegnere che le ha progettate - dice ridendo il panetterie che, ogni giorno, viene a lavorare partendo da Pianella - Sono scomodissime e, specie la seconda, è troppo grande e difficile da percorrere». Si lamenta anche il benzinaio che, scherzando, dà dei megalomani ai progettisti: «Un rondò così largo starebbe bene a Piazza San Pietro non qui. Quando viene l'autobotte a rifornire la pompa rischia sempre di rimanerci incastrata».
«Hanno rovinato Pescara, buttano i nostri soldi. Ora la rotonda non va bene? E cosa gliene importa a loro, la rifaranno. Tanto paghiamo noi», il commento amaro della pescivendola del quartiere. A conti fatti tutti scontenti o quasi: dalla proprietaria di Punto Notte, a quelli della Snaidero e di Mody Sistem, ai dipendenti del Sun Center su via Gobetti e dei due saloni di bellezza. Su cento interpellati, solo quattro si sono dimostrati favorevoli: tre pescatori, che le rotonde le attraversano alle sei del mattino, e una signora, che a detta della figlia non ha neanche la patente, per la quale «ciò che fa D'Alfonso va sempre bene». Non serve essere esperti di demoscopea per consigliare all'assessore Blasioli la morale: tutti possono commettere errori, la saggezza sta nel riconoscerli. Prima che qualcuno finisca nel fiume.