Assemblea del Pd, elogi all'assessore indagato che si è tirato indietro
PESCARA.«L'Abruzzo è a un bivio, o si investe sui punti di forza o si torna indietro». Con queste parole Dario Franceschini, vice segretario nazionale del Partito Democratico, si è rivolto ai tanti che ieri pomeriggio hanno affollato la sala consiliare del Comune di Pescara. Ad accoglierlo c'erano tutti, il presidente vicario della Regione, Enrico Paolini, il sindaco Di Pescara, Luciano D'Alfonso, il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, Carlo Costantini. Un incontro particolarmente atteso dal popolo del Pd. L'assemblea però ha parlato anche di Donato Di Matteo, l'assessore escluso dalle liste perché indagato. Lui presente e taciturno, ha ascoltato i tanti interventi a suo favore senza battere ciglio.
Ed è proprio Costantini a rivolgere ai vertici del Pd un riconoscimento «per la generosità dimostrata con un sacrificio eccezionale in un momento eccezionale». Il riferimento è a Donato Di Matteo, il più votato alle primarie, costretto a fare un passo indietro in quanto indagato nell'inchiesta sulle acque inquinate di Bussi. Costantini non è l'unico a parlare del "sacrificio" di Di Matteo. Si rivolgono a lui anche il presidente della provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis, che ne sottolinea «forza e responsabilità», e Massimo Luciani, che ne elogia «la capacità di guardare oltre se stesso», e aggiunge: «Di Matteo sarà protagonista delle altre nostre battaglie». Il poco rassicurante quadro nazionale rappresenta per D'Alfonso «un motivo in più per sottoporsi al voto con determinazione e responsabilità». Il sindaco di Pescara ha elencato le cifre nere che contrassegnano la regione, tra queste «la mancanza all'appello di 50mila posti di lavoro», e la possibilità, nel caso divenisse realtà il federalismo fiscale, «di perdere 224 milioni di euro». Gli interventi si sono susseguiti davanti ai rappresentanti di partito (c'erano anche Viserta e Legnini) e ai simpatizzanti, seduti fin sugli scranni. A loro è andato l'appello del segretario cittadino del Pd, Gianluca Fusilli: «questo più che mai è il momento di esserci». E Franceschini ha concluso con un appello alla politica «a cui tocca il compito», ha detto, «di sciegliere e indicare la strada per il futuro, senza riforme campate in aria». Un accenno al vento nuovo che spira dopo l'elezione di Obama: «Hanno reagito alla paura con la speranza, deve accadere anche in Abruzzo».