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Pescara, 25/06/2026
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14/11/2008
Il Centro
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Maxi infornata, caso nazionale. Frullo: schiaffo ai veri precari, esposto al Governo |
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PESCARA. «Fermate tutti l'Abruzzo». E' il titolo del servizio di apertura di Franco Bechis, direttore del quotidiano «Italia Oggi» che ieri stroncava sul suo giornale economico le assunzioni fatte dalla Regione Abruzzo. «Nell'Italia che per due anni ha polemizzato sui costi della politica e che ora si avvia a un Natale fra i più difficili della sua storia, all'inizio della crisi economica più dura del dopoguerra c'è una regione», scrive Bechis, «l'Abruzzo decapitato di Ottaviano Del Turco, che ha deciso di assumere l'ultima ora possibile prima del voto mille precari pubblici. Un'infornata costosa all'interno della quale è stata inserita anche quella che viene chiamata la stabilizzazione dei portaborse degli attuali consiglieri regionali uscenti. Non è per il numero: 50 persone, ma per il silenzio che ha circondato una scelta avvenuta lo scorso 7 novembre e su cui nessuno dei leader nazionali ha pensato di spendere una sola parola di commento». A citare «Italia Oggi» è anche Nazario Pagano capogruppo regionale di Forza Italia. «Non passa giorno», sottolinea «senza che il centrosinistra dia agli Abruzzesi motivo di stupirsi». A protestare sono anche i sindacati. Dopo la Cgil, ora anche la Uil e l'Ugl annunciano un esposto al Governo perché chieda l'impugnazione davanti alla Corte costituzionale dell'emendamento che stabilizza i cosiddetti portaborse. «L'assurdo provvedimento adottato dal Consiglio regionale in merito alla stabilizzazione del personale precario», spiega il segretario regionale della Funzione pubblica Uil, Fabio Frullo,, «rappresenta l'ennesimo schiaffo ed umiliazione che viene data ai veri precari, al personale della Regione ed ai cittadini abruzzesi. Il provvedimento rischia di mettere in discussione l'intera procedura di stabilizzazione per quei precari che avevano ed hanno i requisiti previsti dalla Finanziaria, in quanto si è cercato di inserire nel "calderone" non solo i portaborse, ma anche i lavoratori con contratto co.co.co. che non avevano i tre anni di servizio richiesti al settembre 2007». Critiche anche da Luciano Di Giacomo, della segreteria regionale dell'Ugl, sindacato diretto dal segretario Geremia Mancini. «Per un pugno di voti sono state infrante tutte le regole e disattesi gli accordi con le organizzazioni sindacali ed è stata calpestata la dignità dei lavoratori. L'Ugl dice basta all'assalto alla diligenza a cui si assiste ad ogni fine legislatura e denuncia con forza l'assordante silenzio di chi in altre occasioni, ha protestato con veemenza provvedimenti simili».
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