Quinto giorno di caos negli aeroporti, ritardi e voli cancellati. Il ?fronte del no' diffida Sabelli da contratti anomali. La prossima settimana la risposta di Fantozzi all'offerta: un miliardo da Colaninno e soci
ROMA. Ancora caos negli aeroporti, per il quinto giorno. Con i sindacati divisi su fronti opposti. Cai, che sta per rilevare asset e dipendenti di Alitalia, va avanti con il sì di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e, siglato ieri l'ultimo accordo, si appresta a inviare le lettere di assunzione a 12.639 dipendenti della «vecchia» compagnia. Nessun contatto con le 5 sigle autonome che rappresentano la maggioranza dei lavoratori di Alitalia.
Restano asserragliate sul fronte del no, con 15 giorni di sciopero in programma (dal 25 novembre a maggio).
In questo clima continuano i ritardi e le cancellazioni di voli, 60 ieri a Fiumicino tra atterraggi e decolli mancati. Intanto i vertici di Cai lavorano con il commissario straordinario di Alitalia alla chiusura dell'operazione.
E' attesa per la prossima settimana, e non prima, la risposta all'offerta da un miliardo di euro presentata, il 5 novembre al commissario straordinario Augusto Fantozzi dalla società creata dalla cordata di imprenditori italiani guidati da Roberto Colaninno per far rinascere la morente Alitalia in una nuova azienda. A inizio settimana partiranno anche le prime lettere di assunzione ai dipendenti di Alitalia.
Per la Cai il no dei sindacati autonomi non è un ostacolo. Ottenuto l'ultimo sì dei confederali si va avanti senza esitazioni. «Quello di oggi è un passaggio necessario per poter dare finalmente il via libera alle assunzioni», dice Rocco Sabelli, l'amministratore delegato di Cai. L'intesa chiude il confronto sulle modalità di applicazione degli accordi, già siglati a settembre e a fine ottobre a Palazzo Chigi, sull'applicazione dei criteri d'assunzione e del contratto collettivo.
Per le 4 sigle che hanno firmato il risultato dimostra, per le garanzie raggiunte, che le polemiche seguite alla spaccatura tra sindacati erano «pretestuose e strumentali». E' una svolta, secondo la Filt-Cgil, che ora consente «l'inizio di un percorso di confronto più tradizionale dove le parti possono abbandonare l'approccio anomalo segnato da una vertenza che tutti hanno giudicato drammatica ed irripetibile». Una «opportunità di riflessione anche per le associazioni professionali che non hanno condiviso il percorso». Parole che non hanno convinto le 5 sigle del no, che contrattaccano: in una lettera a Sabelli, inviata anche alla presidenza del Consiglio per conoscenza, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl formalmente diffidano la Cai dal proporre assunzioni con contratti di lavoro «difformi nella sostanza e nella forma da quanto concordato e sottoscritto durante il mese di settembre a Palazzo Chigi tra Cai e tutte le sigle sindacali». Mentre contestano a Cai di essere andata avanti con solo 4 sigle su 9 al tavolo. Il giudizio sull'accordo di ieri è «estremamente negativo».
Mentre, dicono, «emergono i numeri reali degli esuberi tra i tempi indeterminati, quantificabili in oltre 700 unità per Air One (anch'essa destinata a confluire nella Cai, ndr) ed in oltre 8.000 per il gruppo Alitalia, ai quali vanno sommate le migliaia di lavoratori precari che si troveranno senza lavoro, senza prospettive future e privi di ammortizzatori sociali».
Intanto anche Ryanair ribadisce le critiche al progetto: è «un altro salvataggio illegale multimiliardario del vettore nazionale italiano ormai malato terminale», dice la lowcost guidata da Michael O'Leary confermando l'intenzione di presentare un ricorso contro le valutazioni di Bruxelles.