PESCARA - Spunta dal buio della sala, Carlo Costantini, mentre la platea del Circus è già gremita da candidati, dirigenti di partito e simpatizzanti: spunta dal buio, un fascio di luce lo segue e lui si presenta a grandi falcate tenendo alto un cartello con lo slogan scelto per la sua campagna elettorale: "Dalla tua parte". Ma è un altro lo slogan che vorrebbe far suo e lanciare al popolo del centrosinistra, e lo farà: è quello "Yes, we can" consacrato dal successo di Barack Obama che frulla nella testa del candidato governatore del centrosinistra. «Sì, possiamo farcela», dice d'un fiato, confortato un po' dai soliti sondaggi sotterranei e molto più dalla gente che segue sempre più numerosa i suoi incontri elettorali. E sostenuto nello sforzo dal suo leader, quell'Antonio Di Pietro che sta puntando sull'Abruzzo tutte le carte di un'Italia dei Valori che chiede spazio, e che sta spingendo il suo pupillo spendendosi in una campagna elettorale che lo porta in ogni angolo della regione, come un semplice militante.
E' Antonella Allegrino a fare da presentatrice alla convention del centrosinistra. C'è Luciano D'Alfonso, che prepara un finale di campagna elettorale confortato da esponenti di primo piano del Pd, il primo è enrico letta che stasera alle 20 sarà a Francavilla, ci sono gli altri nomi in vista del Pd pescarese, da Massimo Luciano a Pino De Dominicis, e ci sono gli alleati, come Gianni Melilla che prepara lo sbarco in Abruzzo di un tris di esponenti di prestigio della sua Sinistra democratica: Cesare Salvi, Giovanni Berlinguer, Claudio Fava.
C'è soprattutto, naturalmente, Costantini, che dal palco riprende i temi che hanno fin qui caratterizzato la campagna elettorale, puntando dritto sul suo principale avversario, quel Gianni Chiodi che è il favorito della vigilia: «Il suo programma è inesistente, l'Abruzzo non può far vincere questo centrodestra». Poi riprende i punti salienti del suo programma: moralità nella politica, rilancio della sanità, lavoro, economia, ambiente. Insomma, a due settimane dal voto i candidati a governatore hanno mostrato gran parte delle loro cartucce migliori, e sanno che per conquistare i voti decisivi devono spendersi più che mai girando paese per paese, città per città, contando sì sull'effetto-traino dei personaggi di rilievo nazionale, ma soprattutto sulla credibilità che devono dimostrare nel contatto con l'elettore.
Parla Costantini e invita il popolo del centrosinistra a un ultimo sforzo, che potrebbe capovolgere una sconfitta annunciata e trasformarla in una vittoria insperata. Sarebbe davvero una grande impresa, ma Costantini ci crede: «Possiamo farcela», è l'urlo. Effetto-Obama e effetto-Trentino: l'uno o l'altro, spera Costantini, purchè serva a vincere.