L'AQUILA. E' polemica tra i precari della Regione e il personale politico dei gruppi consiliari e degli staff degli assessori, i cosiddetti portaborse assunti con chiamata diretta. Con una nota i precari della Regione, circa 300 tra contratti e tempo determinato e co.co.co. rispondono seccamente ad una lettera fatta circolare nei giorni scorsi dai portaborse. L'assunzione dei precari e dei portaborse è stata approvata in due distinti emendamenti il 7 dicembre dal Consiglio regionale. Secondo i precari, «la speranza è che annullino solo l'emendamento che comprende i portaborse per rendere giustizia a chi davvero ha il diritto di essere stabilizzato e consenta ai dipendenti di ruolo di essere promossi». Il riferimento è al rischio di impugnazione da parte del Governo nazionale davanti alla Corte Costituzionale. Ce n'é anche per il capogruppo dei Verdi, Walter Caporale, unico firmatario dell'emendamento «tutti dentro».
«Quel provvedimento che inserisce anche i portaborse che Caporale dice di aver dimenticato». Ed ecco l'affondo: «Ai portaborse che nella lettera inviata alle testate giornalistiche locali, si sono firmati come i "dipendenti a tempo determinato della Regione Abruzzo", rispondiamo chiedendo loro di spiegare in maniera dettagliata l'impostazione, le modalità di stipula, la struttura giuridica dei loro contratti».