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Pescara, 26/06/2026
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Data: 15/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Cgil, pubblica amministrazione a Pescara protestano in mille

PESCARA. Soddisfatti per la partecipazione. «Abbiamo avuto la presenza di oltre mille persone». E' il dato che la Cgil regionale rende noto per l'Abruzzo per lo sciopero nazionale del Pubblico Impiego che si è attuato nelle otto regioni del centro sud ha fatto registrare una buona partecipazione. Per la Cgil, sono stati oltre un migliaio i rappresentanti del pubblico impiego a prendere parte alla manifestazione che si è svolta ieri mattina a Pescara.
La giornata di protesta è stata incentrata sul dissenso sui tagli dei fondi agli enti pubblici, in particolare su quello dei salari accessori, e sui termini dell'accordo, firmato da Cisl ed Uil, per il rinnovo del contratto di lavoro. In sostanza, è stata mobilitazione contro le iniziative del ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta.
Alla manifestazione che si è svolta in piazza Alessandrini ha partecipato, tra gli altri, il rappresentante della Cgil Funzione Pubblica nazionale Fabrizio Rossetti.
«Siamo molto soddisfatti dell'adesione che si è registrata nella nostra regione», dicono il segretario regionale della Cgil Funzione Pubblica, Carmine Ranieri, e Antonio Iovito, «alla manifestazione che abbiamo organizzato hanno aderito oltre mille persone».
La mobilitazione è tesa a cambiare i termini del rinnovo contrattuale che ha spaccato l'unione sindacale visto che la Cisl e la Uil hanno siglato l'intesa. «Cisl ed Uil hanno firmato un aumento contrattuale di 70 euro lordi per il biennio 2008-2009», ha spiegato ancora Ranieri «il rinnovo corrisponde al 3,2% dei salari. Si tratta di una somma offensiva per i lavoratori visto che l'inflazione nel 2008 e 2009 arriverà a superare il 6%. Nel 2008 è già al 3,8% quindi supera l'aumento accordato».
Ranieri è molto critico «con la legge 133 che è la norma con la quale è stato convertito il decreto del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta». «Quella norma tra le altre cose taglia irresponsabilmente i salari accessori», ha commentato ancora Ranieri «taglia risorse per il funzionamento degli Enti e non contiene nessuna norma per il rilancio del settore che a torto viene attaccato».

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