TERAMO. Coalizione, compattezza, alleanza salda con il Pd in Abruzzo e ovunque. Sono questi i concetti su cui batte a Teramo Antonio Di Pietro, al punto da arrabbiarsi di brutto perché nel locale che ospita la sua (breve) apparizione insieme ai candidati locali Augusto Di Stanislao e Luigi Vallarola non c'è alcun simbolo di Costantini presidente. All'evento, però, non ci sono neanche esponenti del Pd teramano. Di Pietro prova a non farci caso e scandisce: «L'Abruzzo di oggi è l'Italia di domani. Siamo una coalizione che deve, oltre che vuole, stare insieme».
Il leader dell'Italia dei Valori tiene a far arrivare all'elettorato il messaggio che tra Idv e Pd, dopo il pasticcio delle nomine in Rai, non s'è incrinato nulla. Anzi. «I fatti», dice, «che sono successi in questi giorni in Parlamento, dove il diavolo tentatore di Berlusconi cerca di comprarsi parlamentari di centrosinistra per occupare anche i posti e i ruoli della minoranza e dell'opposizione e quindi instaurare un regime antidemocratico, ci dovranno ancor più spingere e invogliare a stare insieme, non a dividerci. Il Pd è vittima più di noi del caso Rai». Un caso per il quale Di Pietro parla esplicitamente di «omicidio politico ai danni della democrazia parlamentare» e definisce Berlusconi «il mandante».
Quanto all'Abruzzo, per l'ex pm «votare il centrodestra significherebbe rivotare quelli che hanno iniziato questo macello». Ovvero, lo scandalo della sanità. Per il leader dell'Italia dei Valori, infatti, «sono cambiate le giunte, ma se leggete i provvedimenti restrittivi dei giudici di Pescara le persone che davano erano sempre quelle, sono cambiate quelle che ricevevano. Non bisogna cadere dalla padella alla brace».
Costantini è dunque il candidato del centrosinistra che, secondo Di Pietro, «rappresenta sì i partiti, ma soprattutto le persone per bene. Noi dell'Italia dei Valori in questi mesi abbiamo imposto un cambio radicale di metodo, di persone e di impegno politico. C'è un programma fatto di rigore e di trasparenza, con l'eliminazione di tutti gli sprechi. Come una casa di vetro, così vorremmo fare il prossimo consiglio regionale e le riunioni della giunta tutte videoregistrate, così che ogni cittadino sappia cosa avviene».
Vecchio e nuovo per Di Pietro possono stare insieme, «a patto che chi faceva già politica prima sia rimasto fuori dalle beghe della gestione della politica stessa e dunque delle inchieste della magistratura. I candidati dei singoli partiti della nostra coalizione sono candidati che hanno portato con sé il certificato elettorale e il certificato penale con su scritto nulla».
Di Stanislao, capolista provinciale dell'Idv, ha detto che a Teramo il partito punta a «un grandissimo risultato», aggiungendo: «Non abbiamo paura di Chiodi, il suo operato in questa città ha prodotto tanto fumo e pochissimo arrosto». Sulla necessità di rilanciare il Teramano con interventi mirati hanno battuto Di Pietro e Di Stanislao nel successivo appuntamento elettorale di giornata in provincia, ad Alba Adriatica.