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Data: 17/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Il governo non taglia le tasse sulle tredicesime. Annunciato un piano da 80 miliardi, ma c'è il sospetto che siano fondi già stanziati

ROMA. Niente detassazione delle tredicesime, che costa troppo. Ma una possibile riduzione degli acconti fiscali di fine anno, per i quali a novembre i lavoratori sono ora chiamati a versare il 97% dell'Irpef e le imprese il 100% dell'Ires. A secondo delle risorse, inoltre, questa misura potrebbe essere limitata ai redditi più bassi: le riduzioni ipotizzate sono infatti tra i 3 e i 4 punti percentuali che, se estese a tutti i contribuenti, potrebbero costare anche più di 2 miliardi. Sull'ipotesi, che per ora non sarebbe ancora stata definita nei dettagli, starebbero lavorando i tecnici del governo in vista del varo del decreto per rilanciare l'economia in Italia. Un decreto che mira soprattutto a sostenere la liquidità del sistema Paese, che poi si traduce in più consumi e maggiore crescita.
L'intervento avrebbe il pregio di aumentare le risorse degli italiani, ma anche di tenere i conti pubblici del 2009, quando comunque le imposte «a saldo» andranno pagate. Ma sul piatto degli interventi che si stanno delineando - che arriva ad 80 miliardi con gli interventi previsti per il rilancio degli investimenti - potrebbe arrivare anche qualche alleggerimento legato all'Irap, l'imposta regionale sulle attività produttive che viene pagata da imprenditori e imprese. Si tratterebbe di una «mossa d'anticipo» per limitare i danni di una possibile sentenza della Corte Costituzionale sulla deducibilità dell'Irap dalle imposte dei redditi. Così potrebbe essere introdotta qualche forma di detrazione parziale, perchè un intervento complessivo potrebbe risultare molto costoso. La manovra del governo partirà comunque dal rilancio della domanda pubblica, attraverso il finanziamento degli investimenti. Mercoledì è in programma il pre-Cipe che preparerà il comitato interministeriale che venerdì stanzierà 16 miliardi per investimenti. I fondi destinati in mille rivoli - ha spiegato il ministro Brunetta - saranno compattati e destinati a pochi grandi interventi». Sono questi i 40 miliardi di misure cofinanziate a cui ha fatto riferimento Tremonti. Ci sono poi i fondi per rifinanziare i Confidi, per aiutare le Pmi sulle garanzie del credito. Il decreto, invece «lo approveremo entro la fine del mese» e conterrà anche le norme per «accelerare e rendere certi i pagamenti della pubblica amministrazione ai fornitori». A questo si aggiungono gli «sgravi fiscali per le famiglie meno abbienti e la social card per gli acquisti delle fasce più basse». Nel pacchetto comparirebbe anche il progetto dell'Iva di cassa (con il pagamento non al momento di staccare la fattura) e quello per i prestiti in favore dei nuovi nati: 5.000 euro restituibili con interesse del 4%, destinati alle famiglie più numerose.
Scettico sull'imponenza del piano annunciato a Washington è il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: afferma che la maggior parte degli 80 miliardi «era già stanziata» per risorse alle infrastrutture e interventi europei: «Si tratta di pochissimo, e di un intervento del tutto insufficiente», ha aggiunto ripresentando il pacchetto di misure (soprattutto detassazione delle tredicesime ed estensione degli ammortizzatori sociali ai precari e ai lavoratori delle Pmi) sul quale la Cgil chiede «un confronto di tutti, alla luce del sole, e non fatto su tavoli riservati», come è avvenuta la scorsa settimana. Il riferimen to del leader della Cgil è alla cena segreta da Berlusconi, tra i segretari della Cisl e Uil e il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. «Non ho fatto cene o trattative», si è difeso oggi il segretario della Cisl, Bonanni che è tornato a chiedere un intervento fiscale per alleggerire le tasse sul lavoro. «Io - ha aggiunto - Berlusconi lo sento ogni tanto come sentivo l'altro presidente del Consiglio». E Berlusconi in serata ha confermato l'entità dell'intervento del governo: 80 milairdi.

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