ROMA. I fannulloni «spesso stanno a sinistra». Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, lancia una nuova provocazione e, mentre torna ad attaccare la Cgil per non aver firmato il contratto sugli Statali, annuncia che «entro Natale saranno chiusi tutti i comparti del pubblico impiego: 3 milioni 650mila lavoratori avranno a gennaio un contratto rinnovato con +70 euro al mese, che, con questi chiari di luna, non sono tantissimi ma non sono nemmeno pochissimi». Come dire, nonostante lo sciopero generale proclamato dal sindacato guidato da Guglielmo Epifani, i contratti si faranno.
Anche perché «sono ben lontani dal 51% e quindi io vado senz'altro avanti». Ma la replica del leader Cgil arriva a stretto giro di posta. «I fannulloni sono di sinistra? Ci dia una prova di quello che afferma, perché se non ha prove di quello che afferma è un bugiardo». Epifani ribatte anche sui numeri: «La rappresentatività nel settore pubblico si calcola ogni tre anni con il voto diretto dei lavoratori in rapporto con il numero degli iscritti: noi siamo il primo sindacato, rappresentiamo circa un terzo dei lavoratori del settore pubblico e della scuola. Bisogna che ci sia rispetto di questa rappresentanza». Brunetta però rincara la dose con una nota via e-mail. «Quanto nervosismo sui fannulloni a sinistra! E' bastata una frase e apriti cielo. Ribadiamo che se i fannulloni non sono né di destra né di sinistra, certamente i loro difensori si trovano nella sinistra sindacale più o meno estrema. E questa anche oggi non ha perso occasione per segnalarsi». E' un «certo sindacalismo di sinistra che ha sempre difeso i fannulloni anche quando questi erano indifendibili» e che «ha sempre rifiutato la meritocrazia». Della Cgil a criticare il ministro era stato poco prima anche Carlo Podda, che dei lavoratori pubblici iscritti alla Cgil è il numero uno: «Non siamo sorpresi dalle osservazioni del ministro, del quale conosciamo e non apprezziamo la tendenza all'essere un ministro di parte e fazioso». I rischi di una visione «politica» dei fannulloni vengono poi paventati da Linda Lanzillotta (Pd), ministro ombra della funzione pubblica: «La lotta ai fannulloni può essere sostenuta a condizione che non sia né di destra né di sinistra. Se divenisse il pretesto per fare spoil system le nostre azioni di denuncia sarebbero fortissime». Più duro è invece il deputato Idv, Franco Barbato che lo definisce un «deputato fannullone» che «percepisce due stipendi, quello da parlamentare e quello da ministro». Anche Bobo Craxi attacca parlando di crociate ideologiche che mostrano «la mancanza di equilibrio per fare il ministro». La polemica arriva però dopo che in mattinata il ministro, dai microfoni di una radio, aveva «aperto» al Pd. «Ad attaccarmi - aveva spiegato - non è la sinistrà ma un pezzo di sinistra sindacale, la Cgil, è certamente la sinistra estrema ma non è la sinistra politica, vale a dire il Pd, che ragiona e vota anche se a volte usa parole dure».
L'altro tema caldo riguarda i contratti. Brunetta ha ricordato, tra i risultati, il voto bipartisan sulla riforma del lavoro pubblico al Senato, l'ok della Camera alla norma al pagamento automatico degli aumenti, quindi la chiusura del contratto con gli statali, «Nell'arco di un mese - annuncia - chiuderemo gli 8 contratti, senza lunghe discussioni, senza grandi scioperi se non quelli della Cgil, in un grande clima positivo. È stato une errore per la Cgil tirarsi fuori. Dovrebbero avere un atteggiamento più responsabile e costruttivo in un momento difficile di crisi». La Cgil, però, conferma lo sciopero generale.